Il trionfo del Barolo
Dei 50 vini italiani aggiudicati al disopra dei 700 euro la bottiglia, di cui 27 hanno superato la soglia dei mille euro, ben 26 sono piemontesi. Ridimensionati i SuperTuscans, guidati da Masseto
Non era mai successo prima, alle aste internazionali: 50 vini italiani sono stati aggiudicati al disopra dei 700 euro la bottiglia, 27 hanno superato la soglia dei mille euro e il primo in graduatoria è stato quotato più di 3.500 euro. Solo in 10 casi su 50 questi prezzi record sono stati spuntati in Italia: l’80% delle quotazioni sono state raggiunte all’estero in vendite all’incanto battute da case d’asta britanniche. È molto significativo, perciò, che risultati così brillanti siano stati ottenuti nella stragrande maggioranza da vini ricavati da vitigni italiani: il ruolo del mattatore l’ha svolto il Barolo, che con 26 piazzamenti ha conquistato più di metà dei posti in classifica, compreso il primo. Il più gettonato, il Monfortino, si è piazzato con 16 millesimi. Oltre ai Barolo, compongono la maggioranza autoctona 4 Barbaresco (tutti firmati Bruno Giacosa), 5 Brunello di Montalcino e un Amarone della Bertani. I SuperTuscans, che ancora nel 2011 erano 26 su 50, quest’anno sono soltanto 14.
A primeggiare tra di essi è il Masseto, presente con 10 annate, mentre quelle di Sassicaia sono soltanto tre e la più famosa, quella del 1985 che per moltissimi anni è stata al vertice della classifica, è in l’ottava posizione: nel 2017 la sua quotazione ha perso il 17% rispetto a quella dell’anno precedente. Tuttavia questo straordinario rosso di Bolgheri, che è diventato un vino cult in tutto il mondo dopo aver ottenuto da Robert Parker, il più influente critico enologico americano, un voto stratosferico, 100/100, è l’unico SuperTuscan storico che dopo mezzo secolo si piazza tra i primi dieci. Sotto il profilo regionale a trionfare è il Piemonte con 30 bottiglie, seguito a distanza dalla Toscana con 19 e dal Veneto con una. È curioso che nelle cinque classifiche delle quotazioni ottenute alle aste dalle bottiglie di formato speciale la situazione sia capovolta: 22 le presenze della Toscana, soltanto 7 quelle del Piemonte più una della Sicilia (con una mezza bottiglie di Marsala Florio). Eppure i vini sono praticamente gli stessi. Soltanto due sono riusciti a infiltrarsi nella compagine toscana: un Sangiovese autoctono della vecchia guardia, Le Pergole Torte di Montevertine con una bottiglia Imperial, e un Merlot in purezza della nouvelle vague maremmana, il Baffonero di Rocca di Frassinello, con una doppia magnum. (riproduzione riservata)
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