Le borse asiatiche sono salite oggi in scia a un'altra giornata da record a Wall Street, mentre lo yen, bene rifugio, ha perso terreno. I peggiori timori per l'impatto della nuova variante del Covid-19 si sono attenuati e gli investitori sono tornati agli asset di rischio. Così l'indice Nikkei giapponese ha guadagnato l'1,4% a 29.069,16 punti, toccando il massimo dal 26 novembre, grazie alla spinta delle azioni dell'elettronica: Olympus è balzata del 4,3% e Lasertec del 3,2%.
Inoltre, sono giunte buone notizia dal fronte macro: a novembre la produzione industriale giapponese ha messo a segno un incremento del 7,2% su mese, al ritmo più rapido da sempre, sulla scia del rafforzamento della produzione di auto, ben oltre il +4,8% stimato dal consenso. Nello stesso mese il tasso di disoccupazione è salito al 2,8% dal 2,7% di ottobre e delle attese degli economisti. Piatto l'indice composite della borsa di Shanghai (+0,06%).
È però salito di oltre l'8% il titolo Evergrande dopo che il colosso immobiliare cinese alle prese con un debito da oltre 300 miliardi di dollari ha detto di aver fatto progressi nel riprendere le attività di costruzione. Inoltre, la principale divisione del gruppo cinese delle costruzioni, Shimao, ha comunicato di voler ricorrere al capitale proprio per ripagare le obbligazioni onshore in scadenza nei prossimi nei prossimi tre mesi e di essere impegnata in colloqui per la vendita di asset commerciali e alberghieri.
Quanto ai tassi monetari a breve in Cina sono scesi dai livelli vicini ai massimi di alcuni mesi dopo che la Banca centrale ha aumentato la liquidità per far fronte alla maggior richiesta di denaro a fine anno. Il tasso medio ponderato del repo a sette giorni negoziato nel mercato interbancario è pari al 2,237%, circa 18 punti base inferiore rispetto al tasso medio di chiusura del giorno precedente (2,4156%), il livello più elevato dal 29 settembre. La People's Bank of China (Pboc) ha, infatti, iniettato 200 miliardi di yuan attraverso reverse repo a sette giorni nella maggior operazione del genere su base giornaliera da fine ottobre, compensando 10 miliardi di yuan di prestiti in scadenza lo stesso giorno.
"Anche le osservazioni della Pboc di ieri sera sugli adeguamenti flessibili hanno migliorato il sentiment", ha detto un trader. La banca centrale ha dichiarato che la Cina manterrà la sua politica monetaria flessibile l'anno prossimo, mentre cerca di stabilizzare la crescita e ridurre i costi di finanziamento per le imprese in mezzo a crescenti venti contrari economici.
Invece, l'indice Msci più ampio delle azioni dell'Asia-Pacifico ex Giappone si è apprezzato dello 0,66%. Comunque, le recenti perdite di pesi massimi dell'indice come Alibaba e Tencent lo lasciano ancora ben lontano dai livelli di fine novembre. "Il sentiment risk-on continua", ha detto Edison Pun, analista di Saxo Markets a Hong Kong, sottolineando che né Omicron né la situazione del coronavirus in Cina oggi hanno preoccupato gli investitori. La Cina ieri ha riportato 209 nuovi casi confermati di coronavirus rispetto ai 200 del giorno prima, soprattutto nella provincia nord-occidentale di Shaanxi, dove Xian, la capitale della provincia, è in isolamento.
Altrove, le autorità in Gran Bretagna e Francia hanno rinunciato a imporre severe restrizioni di movimento, scommettendo che gli alti tassi di vaccinazione impediranno agli ospedali di essere sopraffatti anche se i casi aumentano. Durante la notte l'indice S&P 500 è salito dell'1,38% a un nuovo record grazie alle forti vendite al dettaglio statunitensi, mentre il Dow Jones Industrial Average è cresciuto dello 0,98% e il Nasdaq Composite dell'1,39%. Stamani i future di Wall street sono piatti. Il rendimento del Treasury a 10 anni scende all'1,474%
I prezzi del petrolio salgono ancora, dopo oltre il +2% registrato ieri. Il greggio Brent segna un +0,36% a 78,50 dollari al barile e il Wti statunitense un +0,50% a 75,95 dollari al barile. Anche l'oro guadagna lo 0,42% a 1.816 dollari l'oncia. In campo valutario, lo yen scivola a 114,881 per dollaro, dopo aver toccato il minimo da un mese all'inizio della sessione. Il dollaro a sua volta perde terreno su altre valute, per esempio l'euro, che guadagna lo 0,03%. (riproduzione riservata)