Fatturato, numero di dipendenti e totale attivo sono gli aspetti che beneficiano maggiormente dell’ingresso di un fondo di private equity nelle medie imprese italiane (le aziende con volumi di vendita tra 19 e 415 milioni di euro).
Il report di Mediobanca fotografa l’impatto dei capitali privati sulle medie aziende nostrane non solo in termini di fondamentali ma anche per quanto riguarda l’innovazione, la flessibilità al cambiamento e la tenuta societaria nel tempo.
Se si osserva come cambia il fatturato delle medie imprese tra l’anno prima dell'ingresso di un fondo di private equity nel capitale sociale ai due anni successivi, si osserva una crescita del 25% a fronte di un aumento del 9% registrato dalle imprese non interessate da investimenti privati.
Lo stesso trend riguarda il numero dei dipendenti, che cresce del 17,6% contro solo l’1,3% delle altre imprese, e il totale attivo che cresce di sei volte rispetto a quello di un'impresa simile non oggetto di investimento (rispettivamente +81,9% e +13,8%).
Gli stessi volumi di crescita non si registrano in altri fondamentali come l’ebitda, l’export e la produttività. Il motivo è presto detto: sono le variabili che i fondi prendono tipicamente in considerazione nella fase di scelta dell’impresa su cui investire.
Sono valori quindi già solidi in partenza e quindi meno soggetti a grandi aumenti nel breve periodo. La crescita dei volumi garantita dal private equity consente però alle medie aziende a conduzione familiare di crescere anche sotto i profili dell’ebitda e dell’export nel lungo termine, come sostenuto dagli esperti di Mediobanca, che notano come le azioni intraprese dal private equity mirino a fare delle medie imprese delle piattaforme di crescita più che delle macchine da reddito nell’immediato.
Ultimo aspetto: la leva finanziaria. L’effetto leveraged buy-out è evidente nelle imprese target, il cui indebitamento cresce del 63% rispetto a un calo della stessa grandezza in società non investite. Mediobanca evidenzia però la sostenibilità del ricorso alla leva attraverso il rapporto Pfn/ebitda, che si attesta a 2,4, al disotto della soglia limite di 3.
Guardando alla nazionalità del fondo di investimento, quando l’operatore è straniero, la mid-cap target incrementa il fatturato maggiormente rispetto a quelle interessate da investimenti da parte di fondi italiani (+22,6% contro +14%). Lo stesso vale per totale attivo (+79,1% contro +51,2%) e numero di dipendenti (+18,8% contro +12,1%).
Altri benefici dell’ingresso dei capitali privati nelle aziende a conduzione familiare riguardano la propensione all’innovazione e all’abbandono del modello «business as usual», particolarmente diffuso in realtà con board chiusi a membri esterni alla famiglia. (riproduzione riservata)