Borse asiatiche positive, soprattutto i listini cinesi all'indomani dell'incontro tra Xi Jinping e Joe Biden a Bali. L'indice Hang Seng di Hong Kong è in rialzo del 3,18% grazie al rally di Bilibili (+20%) e Alibaba (+11%). Bene anche i listini di Shanghai e Shenzen, in crescita, rispettivamente, del +1,34% e del +1,70%. Gli investitori guardando alle ricadute positive dell'attenuazione delle misure anti-Covid che controbilanciano il dato sulla produzione industriale cinese salita meno del previsto a ottobre: +5%, in rallentamento dal +6,3% di settembre e sotto la stima del consenso a +5,3%. Deludente anche il dato sulle vendite al dettaglio, in calo dello 0,5% a ottobre, la prima volta da maggio cioè dai tempi del lockdown di Shanghai. Le attese erano per un rialzo dell'1%. In Cina alcune città hanno iniziato a ridurre i test per il Covid, dopo che le autorità hanno disposto un allentamento delle misure restrittive, ma i contagi nel Paese sono in aumento.
Il Nikkei della Borsa del Giappone ha chiuso in rialzo dello 0,10% a 27.990,17 punti dopo che i dati hanno mostrato che l'economia giapponese si è contratta per la prima volta in un anno nel terzo trimestre: -0,3% rispetto al trimestre precedente (+0,3% la stima del consenso) e -1,2% il tasso annualizzato (+1,1% le attese), mentre l'alta inflazione ha pesato sulla spesa delle imprese e dei consumatori. La lettura preannuncia un'ulteriore debolezza dell'economia giapponese, in parte causata anche dal profondo deprezzamento dello yen registrato quest'anno. La debolezza dell'economia giapponese limita lo spazio entro il quale la Bank of Japan può agire per sostenere la crescita economica, dato che la banca si è impegnata a mantenere la sua politica ultra-dovish per quasi un decennio. Bene, comunque, sul listino giapponese i titoli finanziari: Sumitomo Mitsui Financial Group ha guadagnato il 4,2%, Mitsubishi UFJ Financial Group il 2,7% e Japan Post Bank il 2,6%.
In campo valutario il cambio dollaro/yen si attesta a 140,275 (+0,30%) e il cross euro/dollaro a 1,033 (+0,11%). Inoltre, recupera un +5,4% a 16.725 dollari il bitcoin. I futures di Wall Street salgono (+0,43% quello sul Dow Jones e +0,53% quello sull'S&P500). Ieri, 14 novembre, l'indice S&P500 ha chiuso in ribasso dello 0,9%. La vice presidente della Fed, Lael Brainard, ha detto che, sebbene la Fed possa prendere in considerazione la possibilità di passare a rialzi dei tassi di interesse più contenuti nel breve termine, non ha intenzione di interrompere il suo ciclo di rialzi dei tassi nel prossimo futuro.
Sebbene i dati sull'inflazione di ottobre abbiano mostrato che la pressione sui prezzi è scesa più del previsto, i livelli di inflazione sono rimasti ben al di sopra dell'obiettivo annuale del 2% fissato dalla Fed. I mercati prevedono ora una probabilità superiore all'80% che la banca centrale aumenti i tassi di 50 punti base a dicembre. Il rendimento del Treasury Usa 10 anni scende al 3,86%. Mentre il petrolio Wti vale 85,28 dollari il barile (-0,69%) e il Brent a 92,79 dollari al barile (-0,39%). Regge l'oro a 1.774 dollari l'oncia (-0,17%), in prossimità dei massimi degli ultimi tre mesi. (riproduzione riservata)