Il dlgs Mercato dei capitali contiene «alcune previsioni che potrebbero essere perfezionate per il pieno conseguimento degli scopi della riforma». Lo ha dichiarato Paolo Savona, presidente Consob, in audizione dinanzi alle commissioni riunite Giustizia e Finanze di Camera e Senato, nell’ambito dell’esame del nuovo Tuf.
Entrando nello specifico dei suggerimenti, si deve innanzitutto riflettere «se introdurre il principio della partecipazione alle assemblee societarie tramite un rappresentante disegnato, per i possibili effetti negativi sull’attrattività verso le borse valori del piccolo risparmio». Punto due «va considerata l’opportunità di introdurre un diritto di recesso in caso di downlisting, passaggio dl mercato regolamentato a uno di crescita, per preservare gli interessi dei soci e non scoraggiare gli investimenti».
Terzo punto, ha continuato Savona, «potrebbe agire contro la tutela del piccolo risparmio non prevedere, in caso di acquisto totalitario della società con delibera assembleare in assenza di Opa, la necessità di un preventivo esame da parte della Consob per verificare la coerenza dell’operazione allo scopo perseguito». Per lo stesso motivo «sarebbe opportuno l’annullamento del voto multiplo previsto negli statuti delle società nel caso di decisioni della maggioranza riguardanti il posizionamento della società sul mercato, quindi in caso di delisting, downlisting, fusioni e acquisto totalitario».
Secondo Savona, potrebbe poi «generare incertezza per gli investitori il nuovo regime che consente alle imprese neo-quotate e alle piccole e medie imprese quotate di derogare (grazie a una disposizione transitoria) a diverse regole ordinarie in materia di governance per il rischio di frammentazione normativa derivante da statuti molto differenziati». Gli uffici della Consob hanno «attirato l’attenzione in particolare sul comportamento dei fondi di investimento esteri».
Per Savona inoltre «sarebbe opportuno incorporare nel Decreto, in forma di preambolo e/o nella relazione illustrativa, alcuni orientamenti per definire unitariamente l'attività di vigilanza sul mercato finanziario conciliando le norme del Tuf con quelle decise o in fieri riguardanti gli strumenti virtuali».
E nondimeno «fungerebbe da orientamento normativo o di vigilanza chiarire che tutte le operazioni finanziarie devono essere denominate in moneta legale, quindi in euro, lasciando liberi i cittadini di usare altri riferimenti purché chi li usa assuma piena e diretta responsabilità degli effetti negativi che può causare». Ossia occorrerebbe «statuire che il sottostante delle stablecoin deve essere in forma di attività finanziarie regolate e vigilate dall’Autorità di vigilanza e questo manca».
Non meno importante sarebbe, infine per Savona, «decidere che tutte le informazioni in materia di attività finanziaria regolate devono essere raccolte in un unico centro elettronico dotato della migliore cybersicurezza, al quale le autorità di controllo possano attingere secondo regole predeterminate per l'attività di autorizzazione e di vigilanza. Una simile iniziativa consentirebbe di ottimizzare l'azione di vigilanza, anche in termini di oneri a carico del mercato». (riproduzione riservata)