Ue in decadenza? Se restasse inattiva e divisa è probabile, ma se espandesse i suoi accordi commerciali diventerebbe il centro geoeconomico del pianeta.
Per valutarne la probabilità, ho elaborato con i miei ricercatori una variante del modello «economia mondo» di Immanuel Wallerstein (centro, semiperiferia, periferia) basata sui flussi commerciali internazionali, aggiungendo quelli finanziari, e l’ho applicata all’Ue attraverso un simulatore what if calibrato sui potenziali.
Primo risultato: non c’è altro potere al mondo con un potenziale di espansione via trattati commerciali/doganali maggiore dell’Ue. Secondo: tutte le nazioni europee ne avrebbero vantaggi economici, particolarmente quelle basate su modelli export-led come Germania e Italia. Terzo: la scala del mercato interno europeo è sufficientemente grande per offrire vantaggi attrattivi ai partner non europei.
Quarto: una volta raggiunta una massa critica di accordi commerciali bilaterali, per esempio con Canada, Giappone e altri già esistenti più Mercosur, India, Australia eccetera, in negoziazione, l’Ue potrebbe proporre un processo evolutivo di tutti questi mercati integrandoli in uno solo con gli stessi standard più una metamoneta di riferimento utile per la stabilità finanziaria del macrosistema.
Questo scenario aumenterebbe la sua probabilità se avesse successo quello tra Ue e Mercosur ora in agenda di breve termine. L’accordo ha un valore chiave per l’asimmetria sul piano economico e regolamentare tra Ue e Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay: l’integrazione nonostante le differenze, pur condizionata dalle esigenze di tutela di alcuni settori economici, in particolare l’agricoltura, sarebbe un’innovazione metodologica per altre proiezioni europee, penso all’India e a un mercato mediterraneo integrato (Ekumene). Inoltre, va valutato che gli Stati Uniti hanno una strategia di influenza verso tutta l’America del Sud: conflitto o collaborazione con l’Ue?
La risposta potrà essere data solo dopo la sigla dell’accordo tra Ue e Mercosur ed è probabile sia positiva perché la relazione sarebbe tra un forte e un altro forte, condizione che porta tipicamente Washington a negoziare pur malvolentieri.
Per inciso, motivo per cui Canada e Giappone hanno scelto l’accordo con l’Ue quando la prima amministrazione Trump li ha pressati modificando il Nafta a svantaggio di Ottawa e abbandonando il Tpp pur già firmato con danno per Tokyo. Poi nel futuro una riconvergenza tra Ue più forte e Stati Uniti con una conduzione più realistica sarebbe base per una seconda globalizzazione (selettiva) trainata da un G7+.
L’ostacolo tra questo scenario «Ue plus» e uno «Ue minus» appare essere il gap di rassicurazioni al mondo agricolo in relazione al Mercosur. Raccomando ai governi europei di concederne di più, visto il vantaggio sistemico in gioco per tutti e alle associazioni industriali e bancarie di fare accordi collaborativi con quelle agricole. Non si perda l’opportunità strategica del Mercosur. (riproduzione riservata)