Il lusso non resta più in città: i ristoranti milanesi seguono l’estate
Il fine dining italiano sta cambiando geografia. I grandi brand milanesi si spostano tra Forte dei Marmi, Santa Margherita e Costa Smeralda, trasformando il mare in una naturale estensione del lifestyle urbano
C’è stato un tempo in cui erano i milanesi a fare le valigie per andare in villeggiatura a Forte dei Marmi, Santa o in Sardegna. Oggi, insieme a loro, «partono» anche i ristoranti. Non è soltanto una questione di nuove aperture, ma il segno di un cambiamento nel modo di fare ristorazione: i grandi marchi dell’ospitalità non aspettano più che il cliente torni in città dopo le vacanze, ma lo accompagnano nei luoghi dove trascorre l’estate.
Il gusto di Milano va in Versilia

Forte dei Marmi e la Versilia stanno diventando la naturale estensione della Milano del gusto. Qui hanno trovato spazio insegne storiche come Giannino dal 1899, ma anche realtà più recenti come Vesta (all’interno del Twiga, famoso beach club con discoteca passato di proprietà da Flavio Briatore a Leonardo Maria Del Vecchio) e Casa Fiori Chiari (Casa Fiori Chiari Versilia, sopra, organizza anche serate alla Sapore di Mare con concerti di Jerry Calà), entrambi marchi del Gruppo LMDV Hospitality (come vedremo, sono presenti in quasi tutte le località più prestigiose). L’ultima ad arrivare è Giacomo Milano, che ha scelto il celebre stabilimento Marechiaro per portare sul litorale toscano l’eleganza della sua cucina di pesce e quell’atmosfera raffinata che da oltre sessant’anni rappresenta uno dei simboli della ristorazione milanese. Da provare anche nell’indirizzo di Pietrasanta.

Non si tratta di semplici insegne «in trasferta». Dietro queste operazioni c'è una strategia precisa. La clientela di riferimento è spesso la stessa: imprenditori, professionisti, famiglie che vivono a Milano per gran parte dell’anno e si trasferiscono in Versilia durante l’estate o per lunghi weekend. Ritrovare gli stessi indirizzi significa sentirsi a casa anche in vacanza, con un’esperienza coerente sotto il profilo della cucina, del servizio e dell’atmosfera. Oltre ad avere come vicino di tavola il vicino di ombrellone, nonché il vicino di parcheggio a Milano...
Metti una serata a Santa…

Sta al passo di questo cambiamento anche la Riviera ligure: tra Paraggi e Portofino, insegne come Langosteria Paraggi e nuovi format come Vesta Portofino non si limitano a seguire la stagionalità, ma operano all’interno di un ecosistema già consolidato, dove ospitalità, nautica e ristorazione formano un unico circuito.

Senza dimenticare, Cracco Portofino, negli spazi storici dell’ex Pitosforo, e il quasi milanese per d’adozione ormai Da Vittorio, con DaV Mare, nella splendida piazzetta di Portofino, in collaborazione con lo Splendido Mare, A Belmond Hotel. Sempre legato a Belmond, DaV debutta anche in Sardegna, al Romazzino, con un nuovo pop-up restaurant : ma solo fino al 14 agosto 2026.
Sotto le stelle della Sardegna ce n’è per tutti i gusti

Questo modello, però, non nasce né in Versilia né sulla Riviera Ligure. Il suo laboratorio più avanzato è, infatti, da anni la Sardegna, in particolare la Costa Smeralda e Poltu Quatu. Qui la ristorazione di fascia alta ha sviluppato per prima una struttura completamente stagionale, in cui i brand si attivano nei mesi estivi e si trasformano in destinazioni temporanee del lusso internazionale. La lista è lunghissima e la scelta ancor di più.

Ritroviamo anche qui Langosteria, i ristoranti del Gruppo LMDV Hospitality (Casa Fiori Chiari e Vesta, a cui si aggiunge Carnissage), la cucina Nikkei di Pacifico Rosemary (che al momento ha chiuso l’indirizzo in San Marco a Milano e non se ne conoscono le sorte...) nell’antico stazzo affacciato sulla baia di Liscia di Vacca, Paper Moon, Finger’s, Al Mercato Bistrot e El Porteno.

E poi ancora, all’interno di resort il Gusto by Sadler al Baglioni Resort Sardinia e la storica Trattoria del Pescatore all’Abi d’Oru. A Poltu Quatu, debutta lo stellato Iyo e Le Specialità. Format globali che hanno contribuito, e anno dopo anno continuano a farlo, a rendere la costa sarda una sorta di «Milano balneare» parallela, ma con un pubblico ancora più internazionale e mobile.

Ma la differenza tra Versilia-Riviera Ligure e Sardegna racconta bene la doppia anima di questo fenomeno. Forte dei Marmi e la Riviera Ligure rappresentano la continuità della vita milanese: seconde case, abitudini consolidate, stessi volti che si ritrovano ogni estate. La Sardegna, invece, è più vicina a un circuito globale del lusso, dove la permanenza è più breve, ma l’intensità economica e simbolica è più alta. In entrambi i casi, però, la logica è la stessa: seguire i flussi, non i territori. Almeno fino alla fine delle vacanze e all’apertura della stagione invernale! (Riproduzione riservata)
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