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Il Ftse Mib tiene quota 23.800 punti
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Il Ftse Mib tiene quota 23.800 punti

di Marco Sasso
29 gennaio 2018, 18:00

Il principale listino milanese ha chiuso la seduta in ribasso dello 0,23%. Cambio euro/dollaro in lieve calo a 1,2353 dopo le parole di Praet, che ha confermato la continuazione del Qe fino al raggiungimento della fiducia necessaria sulla crescita dell'inflazione. In luce Stm e Leonardo alla vigilia del piano industriale

Apertura di settimana col segno meno per Piazza Affari, con il Ftse Mib in calo dello 0,23% a 23.801 punti. Il principale listino milanese ha terminato la seduta con una perdita maggiore rispetto alle altre principali piazze europee: il Dax è arretrato, infatti, dello 0,12%, il Cac ha lasciato sul terreno lo 0,14%, mentre il Ftse 100 ha chiuso leggermente sopra la parità a +0,08%.

Oggi il capoeconomista della Banca centrale europea, Praet, ha spiegato che il programma di acquisto di bond giungerà a termine solo quando ci sarà fiducia sulla convergenza dell'indice dei prezzi dell'Eurozona al target del 2% senza l'effetto dello stimolo monetario dato dal quantitative easing. Di riflesso, l'euro ha perso leggermente terreno nei confronti del dollaro portandosi a 1,2353. In calo anche lo spread tra Btp e Bund, che ha chiuso la giornata in contrazione a 132 punti, con il rendimento del decennale italiano al 2,02%.

Sul fronte macroeconomico, in Italia nel mese di dicembre 2017 l'indice dei prezzi alla produzione dell'industria è rimasto invariato rispetto al mese precedente, aumentando però del 2% su base tendenziale, mentre in Germania i prezzi delle importazioni tedesche sono cresciuti del 1,1% a livello annuale a dicembre, l'incremento meno consistente dal novembre del 2016, dopo il +2,7% di novembre e il +2,6% di ottobre.

A Piazza Affari ha brillato StMicroelectronics (+2,36% a 19,52 euro) dopo che il produttore austriaco di chip, Ams, ha rivisto al rialzo le previsioni sulla crescita dei ricavi tra 2018 e 2019. Più nel dettaglio, Ams ha pre-annunciato per il quarto trimestre 2017 ricavi pari a 470,3 milioni di euro con ricavi record per l'intero esercizio.

In luce anche Leonardo (+1,58% a 11,275 euro) in attesa del primo piano industriale firmato dall'ad Profumo che verrà presentato domani. Per gli analisti di Banca Akros, il gruppo può beneficiare della proposta dell'amministrazione Trump di aumentare le spese militari del 7% nel 2019.

Contrastato il comparto bancario con Mediobanca (+0,24%), Unicredit (-0,45%), Bper (+0,73%), Banco Bpm (+0,74%) e Ubi invariata a 4,29 euro. Intesa (+0,79% a 3,185 euro) ha beneficiato del rialzo del prezzo obiettivo da parte di Credit Suisse da 3,2 a 3,4 euro. Mentre nel comparto del risparmio gestito, Azimut (+0,19% a 18,8 euro) ha eseguito la terza tranche di acquisto di azioni proprie per un controvalore complessivo pari a 50 milioni euro. In particolare sono state acquistate complessivamente 2.987.200 azioni ad un prezzo medio ponderato di 16,74 euro.

Fca ha chiuso in rialzo dello 0,22% a 19,844 euro, ma per Goldman Sachs vale oltre il 50% in più del prezzo attuale. La casa d'affari ha infatti rivisto al rialzo il target price a 31 euro alla luce degli obiettivi annunciati per il 2018. Mentre Cnh (+0,74% a 12,2 euro) pubblicherà domani i risultati del quarto trimestre del 2017.

Male Eni (-1,07% a 14,79 euro) sulla scia del calo del prezzo del greggio a 65,19 dollari al barile (-1,44%). Secondo l'ad Descalzi, i progetti sul gas in Egitto, Cipro e Israele potrebbero aiutare l'Europa a diversificare le importazioni di gas. Inoltre il gruppo punta a espandersi in Algeria, inclusi i campi offshore.

Quanto a Mediaset (-0,79% a 3,25 euro) ha risentito dell'ennesima fumata nera nell'assegnazione dei diritti televisivi della Serie A per il triennio 2018-2021. Barclays ha però alzato il prezzo obiettivo sul titolo da 2,7 a 2,9 euro, confermando la raccomandazione underweight. In un report sul settore media europeo gli analisti hanno confermato la loro posizione neutrale sul comparto, citando la mancanza di fiducia in un momentum positivo dei risultati.

Sul resto del listino si segnala Cattolica Ass. (-5,16% a 10,1 euro) dopo l'approvazione del nuovo piano industriale per il periodo 2018-2020, e Safilo (+3,12% a 5,28 euro). Un analista interpellato da MF-Dowjones ha dichiarato che il titolo ha beneficiato dell'ipotesi di stampa relativa al possibile interesse da parte dei fondi di private equity.



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