Il più grande fondo sovrano del mondo, Norges Bank Investment Management, annuncia di aver venduto le sue partecipazioni in cinque banche israeliane e nella statunitense Caterpillar a causa delle violazioni dei diritti umani a Gaza.
Il consiglio direttivo della Norges Bank, si legge in una nota, ha deciso di escludere First International Bank of Israel, la holding FIBI Holdings, Bank Leumi Le-Israel, Mizrahi Tefahot Bank, Bank Hapoalim e Caterpillar «a causa del rischio inaccettabile che tali società contribuiscano a gravi violazioni dei diritti umani in situazioni di guerra e conflitto».
La decisione si basa sulle raccomandazioni del Consiglio etico del fondo del 25 giugno e del 2 luglio. «Prima di decidere di escludere una società, la Norges Bank valuta se altre misure possano essere più adeguate. La valutazione del consiglio è che in questi casi non sia opportuno ricorrere ad altre misure», si legge nelle motivazioni del comitato etico.
Sebbene il fondo - un peso massimo da 2 mila miliardi di dollari - abbia già escluso più di 20 aziende israeliane quest’anno, Caterpillar è la prima grande azienda Usa a essere estromessa attraverso il meccanismo di revisione del fondo, per garantire che i suoi investimenti non contribuiscano a violazioni del diritto internazionale.
In particolare, il consiglio etico ha denunciato che i macchinari Caterpillar vengono utilizzati «per commettere violazioni estese e sistematiche del diritto internazionale umanitario». I bulldozer prodotti da Caterpillar vengono utilizzati da Israele «nella distruzione illegale e su larga scala di proprietà palestinesi», ha denunciato il consiglio etico, indicando che le violazioni si sono verificate a Gaza e in Cisgiordania, e che l’azienda non avrebbe adottato alcuna misura per impedire tale utilizzo.
E «dato che le consegne dei macchinari necessari a Israele sono ora pronte a riprendere, il consiglio ritiene che vi sia un rischio inaccettabile che Caterpillar stia contribuendo a gravi violazioni dei diritti individuali in situazioni di guerra o conflitto», ha affermato il comitato.
Il quotidiano 'Aftenposten' ha calcolato che entro il 2024, mentre infuriava la guerra a Gaza, il fondo aveva aumentato le sue partecipazioni in 33 aziende israeliane e acquisito azioni in altre tre. Sebbene nel frattempo si sia ritirato da diverse di queste, il fondo deteneva ancora partecipazioni in 38 società quotate in Israele, per un valore complessivo di 19 miliardi di corone (1,9 miliardi di dollari) al 14 agosto. Il suo direttore, Nicolai Tangen, ha dichiarato la scorsa settimana al quotidiano svedese 'Dagens Industri' che la questione degli investimenti legati a Israele è stata «la peggiore crisi che abbia mai vissuto».
Al 30 giugno, Norges Bank Investment Management deteneva 2,1 miliardi di dollari (1,6 miliardi di sterline) di azioni Caterpillar, pari a circa l’1,2% di tutte le azioni emesse. Era così l’ottavo maggiore azionista della società.(riproduzione riservata)