Il Flaccianello resiste ai ribassi
Le 11 annate in formato normale hanno registrato un incremento medio dell’1%. Le quotazioni dei tre magnum sono invece crollate del 36%
Il Flaccianello della Pieve, protagonista di questa puntata con le sue quotazioni alle aste, è un Sangiovese in purezza che nasce a Panzano, in una delle zone più vocate del Chianti, e conosciuta per questo come Conca d’Oro. È prodotto dall’azienda agricola Fontodi: Giovanni Manetti, che ne è proprietario insieme al fratello maggiore Marco, ne ha assunto la direzione quando aveva soltanto 16 anni, perché il papà, Dino, e lo zio Domiziano, che l’avevano acquisita, non potevano occuparsene, totalmente assorbiti com’erano dalla gestione della storica azienda di famiglia, che fabbrica il pregiatissimo cotto dell’Impruneta.
La più felice intuizione dei fratelli Manetti fu di avvalersi della consulenza di Franco Bernabei, enologo che ha avuto un ruolo importante nella rinascita del vino italiano: da lui consigliati non si sono limitati a risanare i vigneti in decadenza della tenuta, ma li hanno reimpiantati con cloni selezionati. E, credendo nel Sangiovese, sono stati fra i primi a non far ricorso ai vitigni bordolesi per il loro SuperTuscan: il Flaccianello lo hanno creato con questa varietà autoctona al 100%. Quanto sia apprezzata alle aste da investitori e collezionisti la passione con cui i Manetti lo producono è testimoniato dal fatto che nel 2024 il prezzo complessivo delle 11 annate che compaiono in tabella non ha subito diminuzioni, anzi è aumentato lievemente dell’1%. Investiti in pieno dall’ondata di ribasso, viceversa, i magnum: le quotazioni delle loro tre annate sono crollate del 36,43%. (riproduzione riservata)
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