Il Doc Luca Argentero è anche un imprenditore che beve rosso e vive verde…
In vent’anni, l’attore Luca Argentero ha collezionato tanti successi. Ma il vero orgoglio sono l’olio che produce in Umbria, i caffè sospesi e il suo aperitivo analcolico
Sintesi perfetta della torinesità del Dopoguerra, dice, Luca Argentero è nato dall’unione tra la famiglia borghese torinese del padre e quella operaia d’origine siciliana della madre. Per questo si sente a proprio agio in ogni situazione, alle cene di gala in smoking come nei picnic a piedi nudi nel parco. Nella frenesia milanese come nei tempi lenti dettati dalla natura nella sua casa di Città della Pieve, dove ha iniziato anche a produrre l’olio. Passa con disinvoltura dal ruolo di attore a quello, più recente, d’imprenditore. Con un gruppo di amici, infatti, ha lanciato un nuovo aperitivo analcolico: Sodamore. «Il nome l’abbiamo pensato perché l’amore è l’unica cosa con cui si può esagerare sempre!», spiega a Gentleman a cui si è raccontato attraverso le proprie passioni dall’aperitivo in compagnia all’espresso che ha trasformato in una buona azione quotidiana: la sua onlus 1 Caffè, prima piattaforma digitale di crowdfunding che, dal 2011, ha sostenuto più di 900 piccole-medie associazioni no profit italiane.

Tra tutti i concorrenti del Grande Fratello, Luca Argentero, 47 anni, è uno dei pochi ad aver trasformato tutta quella visibilità in qualcosa di molto concreto, oltre che in una solida carriera, che ha appena festeggiato vent’anni tondi. Da un piccolo ruolo nella serie tv Carabinieri è arrivato subito dopo a conquistare i riflettori del grande schermo diretto da registi del calibro di Francesca Comencini (A casa nostra), Ferzan Ozpetek (Saturno contro) e Neri Parenti (Vacanze ai Caraibi). Proprio su quel set a Santo Domingo, ha conosciuto la collega Cristina Marino, 34 anni, modella, attrice, co-founder e presidente del programma di fitness e alimentazione Befancyfit, con cui ha avuto due figli, Nina Speranza e Noè Roberto, di 5 e 2 anni.

1. La fragilità.
Tra i personaggi che ho amato di più interpretare in questi anni c’è il giovane papà di Solo un padre ma anche Copperman, i ruoli più fragili sono ai miei occhi i più interessanti. E poi certo c’è Doc ma quello è stato sicuramente un ruolo della vita...
2. Marcello Mastroianni.
Sono un suo fan e fare da voce narrante al docufilm su di lui è stato un onore. È l’attore che ha sicuramente traghettato l’italianità nel mondo in tutte le sue sfaccettature e con grande stile.
3. Lo sport.
Ne ho sempre fatto tanto fin da piccolo. Da ragazzo ho giocato tantissimo a tennis e amavo sciare. Anche oggi lo pratico in modo costante, ma preferisco fare allenamenti funzionali e soprattutto cerco di fare più attività all’aria aperta possibile. In generale, comunque, preferisco gli sport individuali…
4. Vivere all’aria aperta.
Anche a Milano abbiamo scelto di vivere in zona Arco della Pace perché è molto adatta a noi in questo momento. Il Parco Sempione è un luogo che frequentiamo quotidianamente, quando hai dei bambini piccoli come sono ancora i nostri, è fondamentale avere del verde attorno...
5. Città della Pieve.
Vent’anni fa ho girato lì il mio primo lavoro, Carabinieri. Poi mi sono innamorato di quei luoghi. La vita è più lenta e organica, riacquista una dimensione giusta e l’orto è semplicemente uno dei tanti vantaggi dell’avere un pezzo di terra per sé. Dà soddisfazione anche la piccola zucchina, perché la vedi crescere... L’olio però che facciamo è sicuramente il nostro grande orgoglio.
6. Il caffè.
Una sana abitudine quotidiana, soprattutto come nella tradizione del caffè sospeso, lo offri a chi ne ha bisogno. Da qui parlando con un caro amico al tavolo di un bar è nata l’idea dell’associazione 1Caffè.org, 15 anni fa. Un modo per restituire un po’ della fortuna ricevuta. Da allora, abbiamo sostenuto oltre 900 piccole associazioni italiane.
7. L’aperitivo.
È un rito che l’Italia è riuscita a esportare in tutto il mondo. Con un gruppo di amici abbiamo pensato di crearne uno senz’alcol per poterselo concedere sempre, in libertà. Anche per fare passare il messaggio soprattutto tra i ragazzi che la miglior versione di se stessi è quella più lucida e autentica, quella che non ha bisogno di aggiunte per sembrare più leggera e spigliata. (Riproduzione riservata)
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