Mentre Elon Musk si lecca le ferite dopo il crollo di borsa di Tesla, che negli ultimi tre mesi ha lasciato sul terreno il 50% della sua capitalizzazione di mercato (constando circa 100 miliardi di dollari di ricchezza netta al suo fondatore), dall’altra parte della barricata c’è chi può esultare. Si tratta dei fondi hedge che hanno venduto allo scoperto le azioni dell’azienda produttrice di veicoli elettrici: gli short seller che, secondo quanto riportato dal Financial Times, dal tracollo di Tesla hanno guadagnato 16 miliardi di dollari. Alle 19:30 ora italiana il titolo Tesla cedeva a Wall Street il 5,3% a 225,52 dollari.
Il recente incarico governativo di Musk, a capo del neonato dipartimento per l’efficienza governativa (una sorta di ministero della spending review creato da Donald Trump e che ricade sotto l’acronimo di Doge), unito alle difficoltà di Tesla nel mercato europeo, hanno fatto perdere al titolo, negli ultimi 90 giorni, la bellezza di 700 miliardi di capitalizzazione.
Un’occasione d’oro per gli short seller, come ha spiegato al quotidiano britannico il fondatore del fondo hedge Clean Energy Transition, Per Lekander: «Tesla aveva un marchio fortissimo e Elon Musk lo ha totalmente distrutto». Il fondo speculativo di Lekander era stato uno dei primi a vendere allo scoperto il titolo Tesla, già anni fa.
D’altronde, che il titolo Tesla sia una preda prediletta per i trader che vendono allo scoperto non è una novità. Nonostante la crescita vertiginosa del titolo, che dalla quotazione a oggi è salito del 1.300%, il suo andamento in borsa è da sempre volatile, soggetto a forti rialzi ma anche a brusche cadute.
Nel mese di febbraio 2025 le posizioni corte sul titolo Tesla sono cresciute del 16,3% (erano verosimilmente scommesse su ulteriori ribassi del titolo), arrivando al 2,6% della azioni totali del gruppo automobilistico.
I 16 miliardi guadagnati nelle ultime settimane sono tuttavia solo una parziale rivincita di una gara che, sulla lunga distanza, Elon Musk ha fin qui stravinto. Da quanto Tesla si è quotata nel 2010 (a 17 dollari per azione, ora ne vale 238) i fondi speculativi che hanno aperto posizioni corte hanno perso 64 miliardi nella loro scommessa contro il titolo.
Per anni il titolo è stato uno dei più shortati del Nasdaq, con un record di 300 milioni di azioni oggetto di vendite allo scoperto, registrato nella primavera del 2020.
Lo short selling, o vendita allo scoperto, è un'operazione finanziaria in cui un investitore prende in prestito un titolo (azioni, obbligazioni o altri strumenti) e lo vende immediatamente sul mercato con l'intenzione di riacquistarlo successivamente a un prezzo inferiore, ottenendo così un profitto dalla differenza di prezzo. Tuttavia, se il prezzo dell'azione sale invece di scendere, l'investitore subisce perdite. (riproduzione riservata)