Il calo della fiducia dei consumatori in Germania e all'interno dell'Eurozona euro non ha scoraggiato Piazza Affari. Il Ftse Mib di Piazza Affari ha terminato la seduta in rialzo dello 0,46% a 22.673 punti, sovraperformando rispetto a Parigi (+0,52%) e Londra (che ha ceduto lo 0,03%). Meglio di tutti ha fatto Francoforte, con il Dax in rialzo dello 0,87%.
Sul fronte macroeconomico ha infatti deluso la lettura relativa all'indice Zew sulla fiducia dei consumatori tedeschi a febbraio, sceso a 17,8 punti a febbraio rispetto ai 20,4 di gennaio, ma battendo comunque il consenso degli economisti che si aspettava una lettura a 16 punti. "La lettura deludente dell'indice Zew sulla fiducia dei consumatori tedeschi a febbraio può essere dovuta sia al permanere dell'incertezza politica in Germania che alla recente volatilità dei mercati finanziari", ha affermato uno strategist di Ig, sottolineando che a pesare sul dato potrebbero essere stati soprattutto i passi indietro fatti registrare dai Bund tedeschi. "Per quanto riguarda invece la decisione definitiva sulla riedizione della Grande Coalizione di Governo tra i cristiano-democratici e i social-democratici", ha aggiunto l'esperto, "bisognerà attendere il 4 marzo". Il differenziale di rendimento tra Btp e Bund ha chiuso in leggero rialzo a 133,881 punti base, mentre sul fronte valutario il tasso di cambio tra euro e dollaro ha chiuso a quota 1,2349.
Ha deluso le attese anche la fiducia dei consumatori nell'Eurozona, che secondo la lettura preliminare di febbraio si è attestata a +0,1, sotto le attese del consenso che si aspettava, invece, un aumento di 1,05.
"Le ultime settimane sono state impegnative per i mercati finanziari, con il flash crash che ha portato timori e incertezze", ha commentato Thomas Herbert, portfolio manager di Ethenea . "Le correzioni del mercato hanno però portato nuove e interessanti opportunità di ingresso, in particolare nei mercati azionari statunitensi, europei e asiatici". Secondo l'esperto, il 2018 presenta tutta una serie di incertezze: l'inflazione, i tassi di interesse a lungo termine, lo stallo politico tedesco e la riforma fiscale di Donald Trump. "Nonostante ciò" ha concluso Herbert, "l'economia, i mercati del lavoro, gli investimenti e i consumi rimangono molto solidi e si prevede che questo continui per il prossimo futuro".
Sul gradino più alto del podio, all'interno del Ftse Mib, si è posizionata Buzzi Unicem (+3,66% a 21,82 euro), che secondo Mediobanca Securities potrà beneficiare della ripresa della domanda di cemento prevista per quest'anno.
In luce anche Telecom (+3,01% a 0,7186 euro), nonostante Bank of America Merrill Lynch abbia limato il target price dell'azione da 1,62 a 1,6 euro, livello che resta comunque nettamente superiore agli attuali prezzi di borsa, con raccomandazione confermata a buy. Gli analisti restano in attesa del nuovo piano industriale che verrà presentato il 6 marzo, ma un altro fattore determinante sarà la separazione della rete, che potrebbe aprire la strada a una fusione con Open Fiber.
Bene anche Ferrari (+1,75% a 104,50 euro) che ha rinnovato fino al 2021 la partnership con Philip Morris.
Poco mossa Terna (+0,13% a 4,534 euro) che si è tuttavia risollevata in seguito alla pubblicazione dei conti preliminari 2017, che hanno mostrato un indebitamento inferiore alle attese di 7,8 miliardi di euro. Tra le altre utility, Enel -0,17%, A2a -0,53%, Snam -0,63% e Italgas -1,09%.
Tra i bancari, in rosso Intesa (-0,6% a 3,089 euro). Il presidente di Credit Agricole, Ariberto Fassati, ha negato la presenza di un dossier sulla fusione con l'istituto bancario italiano. Contrastato il resto del comparto con Unicredit +0,39%, Mediobanca +0,33%, Banco Bpm +1,19%, Bper -0,13% e Ubi -0,70% . Quest'ultima, secondo Mediobanca Securities, potrà attuare il suo piano di de-risking senza troppe difficoltà. Tra gli altri finanziari, Azimut ha guadagnato lo 0,78% a 18,05 euro dopo aver completato l'acquisto di Sofia Sgr.
Fanalino di coda Recordati (-2,15% a 30,02 euro), dopo aver provato un rimbalzo la settimana scorsa in scia ai timori seguiti al rilascio dei risultati preliminari del 2017, e seduta negativa anche per Pirelli, che ha lasciato sul terreno l'1,41% a 7,42 euro.
Fuori dal listino principale si segnala Beni Stabili (+0,08% a 0,6655 euro) che ha annunciato l'emissione e il regolamento di obbligazioni senior non garantite per 300 milioni di euro con scadenza al 2028. Le obbligazioni sono state quotate nel listino ufficiale della Borsa del Lussemburgo (Luxembourg Stock Exchange) e sono state ammesse alla negoziazione sul mercato regolamentato della Borsa del Lussemburgo.