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Food&Wine

Il Brunello perde il 32%

Risultati deludenti alle aste nel corso del 2017

di Cesare Pillon
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Il Brunello perde il 32%

Non è stata un’annata felice, alle aste del 2017, per il Brunello di Montalcino, anche se a prima vista non si direbbe: le quotazioni delle 24 bottiglie per le quali è possibile il confronto con l’anno precedente (17 in tabella) sembrano infatti equilibratamente suddivise a metà tra 11 rincarate, una invariata e 12 diminuite. Ma in realtà hanno perduto il 32%. A determinare questo deludente risultato è il tracollo del marchio più prestigioso, Biondi Santi: i sei millesimi quotati sia nel 2017 che nel 2106 hanno ceduto in un anno oltre il 60% del loro valore. Non è difficile capire perché: la storica azienda in cui il Brunello di Montalcino è nato nella seconda metà del 1800 è finita nell’orbita del gruppo francese che controlla gli Champagne Charles Heidsieck e Piper Heidsieck. Al contrario, le dieci Riserve di Brunello targate Gianfranco Soldera sono mediamente cresciute di valore del 16%. Ma Soldera, in polemica con il Consorzio, ha abbandonato la denominazione: d’ora in poi i suoi Brunello si chiameranno Sangiovese. E Montalcino perderà il suo vino più quotato alle aste. (riproduzione riservata)

Milano Finanza - Numero 050 pag. 55 del 10/03/2018
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