Il Barolo chiude il 2019 con un +6%
Le bottiglie di Giacosa sono salite del 7,79%, quelle di Mascarello dell’8,55%. Meno significative le indicazioni da Cappellano, Gagliardo e Gaja
Questa terza puntata dedicata ai risultati ottenuti dai Barolo alle grandi aste internazionali è imperniata sul confronto tra le quotazioni spuntate nel 2019 e nel 2018 da cinque produttori. Due di essi però, Giuseppe Cappellano e Gianni Gagliardo, sono presenti con una sola bottiglia, che non permette di trarre indicazioni valide. E anche il risultato negativo ottenuto da Gaja con tre millesimi di Sperss (due soltanto in tabella, per motivi di spazio) è da valutare con cautela. Sicuramente attendibili sono invece le indicazioni che si possono ricavare per i vini di Bruno Giacosa e di Giuseppe Mascarello, molto più numerosi.
E questi sono stati valutati, sia pure in misura diversa, con quotazioni complessivamente in aumento: gli otto Barolo di Giacosa, Falletto, Rocche del Falletto e Pugnane (sette in tabella), che nel 2018 si potevano avere con 4.325 euro, nel 2019 sono stati pagati 4.662, cioè il 7,79% in più, mentre i cinque Monprivato di Giuseppe Mascarello sono passati negli stessi anni da 848 a 921 euro, con un profitto dell’8,55% Sommando i risultati esposti e analizzati nelle tre puntate è adesso possibile avere un quadro complessivo della situazione dei Barolo sul mercato secondario internazionale. Ed è un quadro confortante: i prezzi massimi delle 54 bottiglie quotate sia nel 2019 che nell’anno precedente sono aumentati da 20.813 a 22.982 euro. In un anno poco felice per gli investimenti finanziari come quello che s’è appena concluso, fa piacere scoprire che chi ha investito in Barolo ha guadagnato il 6%. (riproduzione riservata)
Native Content