A Piazza Affari si avvicina il D-Day del 22 maggio, quando oltre 50 azioni staccheranno il dividendo. Lo stacco dei dividendi si concentra sempre nella seconda parte del mese di maggio, anche se per alcune società si tratta di una cedola parziale rispetto al monte dividendi complessivo previsto per l’anno. «I rendimenti da dividendo sono comunque molto interessanti con una media annua del 5,25% per il 2023, superando quindi il rendimento del Btp decennale (4,1%, ndr)», sottolinea l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo, osservando che alcune società offrono rendimenti ampiamente superiori e precisando che si tratta pur sempre di titoli azionari, quindi esposti a un premio per il rischio maggiore rispetto al debito pubblico. Tuttavia, «offrono una buona visibilità, proprio perché le società cercano di mantenere un livello di remunerazione sostenibile nel corso del tempo per i propri azionisti. In un contesto di elevata inflazione, i titoli che distribuiscono maggiori dividendi rimangono un investimento interessante e il listino domestico si conferma il più remunerativo in ambito europeo».
Non solo. Milano è anche la piazza più conveniente. Infatti, indica Edoardo Fusco Femiano, fondatore di DLD Capital SCF, Piazza affari ha un p/e (multiplo prezzo/utile) al 2023 del 7,13, il più basso d'Europa, con l'Eurostoxx50 che scambia intorno a 12,67 e il Dax intorno a 13,14. Ebbene il 22 maggio ci sono ben 19 blue chip del Ftse Mib che staccano la cedola. «L’indice Ftse Mib oggi capitalizza circa 586 miliardi e, dai miei calcoli, il 22 verranno staccati dividendi complessivi per oltre 26 miliardi, 26,332 miliardi per l’esattezza, pari a circa il 4% dell'indice», valuta Femiano. Tra l’altro delle 19 blue chip, indica Websim, ben sette sono in grado di riconoscere un rendimento su base annua superiore al 5% (si consideri, però, che alcune azioni pagano il dividendo in più tranche nel corso dell'anno*). Nell'ordine sono: Intesa Sanpaolo* 7,30%, Azimut 6,55%, Banca Generali* 6,50%, Eni* 6,50%, Unipol 5,80%, A2A 5,50% e Italgas 5,40%. Ecco i principali: A2A 0,0904 euro; Amplifon 0,29 euro; Azimut 1,30 euro; Banca Generali 1,00 euro; Bper Banca 0,12 euro; DiaSorin 1,10 euro; Eni 0,22 euro (quarta tranche sui risultati 2022); Erg 1,0 euro; FinecoBank 0,49 euro; Generali 1,16 euro; Interpump 0,30 euro; Intesa Sanpaolo 0,0868 euro a saldo; Inwit 0,3467 euro; Italgas 0,317 euro; Leonardo 0,14 euro; Moncler 1,12 euro; Recordati 0,60 euro; Tenaris 0,34 dollari a saldo; Unipol 0,37 euro(riproduzione riservata)