Idea last minute per Natale: un tour, soprattutto enogastronomico, a Firenze
6 luoghi iconici dove vivere l’atmosfera magica delle feste nella culla del Rinascimento
Non solo splendidi palazzi, piazze suggestive, gioielli artistici e artigianato di pregio celebrati in tutto il mondo: il capoluogo toscano è anche lo scrigno che custodisce luoghi iconici che raccontano la storia di un’eleganza d’altri tempi e di un bien vivre che non passa mai di moda. Ecco alcune destinazioni di grande fascino, che permettono di gustare (anche letteralmente) il Natale e Capodanno nel cuore di Firenze.
Caffè Gilli: maestria e ritualità dal 1773

Locale storico fondato nel 1733, Caffè Gilli, in via Roma 1/R, non è solo il caffè più antico di Firenze, ma anche un salotto che da sempre rappresenta uno dei fulcri della pulsante vita sociale e intellettuale della città. Oggi questo rifugio accoglie avventori di tutti i generi, attratti dalla sua allure elegante che esprime bellezza e attenzione, maestria e ritualità in ogni dettaglio. Tra l’interno arredato con gusto classico e dominato dall’imponente bancone in marmo e legno, e il dehor esterno con veranda trasparente che diventa un tutt’uno con la signorile cornice di Piazza della Repubblica, il locale si presta a una sosta in qualsiasi momento della giornata. Dalla colazione al dopocena, chi entra sa di potersi lasciare avvolgere dal piacere di un’esperienza in cui la semplicità è elevata all’eccellenza, tra rispetto della tradizione autentica e dei sapori italiani di un tempo e sguardo aperto al panorama internazionale. Il pezzo forte di Caffè Gilli è senza dubbio la pasticceria, con una proposta che in occasione del Natale si arricchisce con i panettoni di preparati dal Maestro Pasticcere Massimo Davitti e dal giovane responsabile di pasticceria Ivan Santoro. Per questo 2025 la proposta è di 5 lievitati natalizi nelle varianti Tradizionale (con uvetta e canditi di arancia e limone), Mandorlato (coperto dalla tradizionale glassa), Cioccolato, Pistacchio (aromatizzato all’arancia con pezzetti di cremino al pistacchio) e Cioccolato al latte e lampone, tutti realizzati nel laboratorio poco distante dal locale (con un doppio impasto e un lievito madre creato ormai 20 anni fa) e lievitati 36 ore. Sono tutti disponibili per la vendita, ma la versione classica può essere degustata a fette direttamente in loco.
Caffè Giacosa: il tempio del Negroni

Giunto da Torino nel 1927, Caffè Giacosa aprì la sua prima sede negli spazi che un tempo furono di Casoni, la drogheria-profumeria dove nel 1919, il Conte Camillo Negroni avrebbe chiesto al bartender Fosco Scarselli di modificare il suo drink Americano, diminuendo il seltz e aggiungendo un goccio di gin. Un gesto semplice che cambiò per sempre l’arte della miscelazione, dando vita a un nuovo cocktail, destinato a passare alla storia e a conquistare una celebrità mondiale. Ancora oggi, nella sua sede attuale, in via Della Spada 15/R, Caffè Giacosa continua a rappresentare il tempio di questa rivoluzione involontaria, di cui custodisce e tramanda l’essenza grazie a una drink list interamente dedicata al cocktail Negroni, declinato in diverse varianti firmate dal Bar Supervisor Luca Manni. Le diverse interpretazioni del drink (suddivise nelle sezioni Giacosa’s Negroni, Negroni Meets Tradition e Giacosa Creations) sono proposte anche nel format delle “Giacosa Experience”: due percorsi di degustazione guidati, con abbinamento di tre cocktail e altrettante tapas in cui ogni dettaglio rivela la volontà di rivalutare l’aperitivo (o il dopo cena) secondo una prospettiva inedita. Un esempio? Scordatevi la classica ciotolina di olive confezionate, perché qui le drupe vengono lavorate artigianalmente, scelte tra le cultivar di prima qualità, fermentate per tre mesi con soia coreana, aceto di riso, cardamomo, timo e fumo distillato di acacia per restituire al palato un interessante gusto erbaceo e affumicato. Il tutto in un contesto che ricorda un po’ un boudoir francese, un po’ un locale americano durante il proibizionismo, con specchi, velluti, materiali di pregio e barman con camicia, gilet e grande savoir faire, che ogni sera riattualizzano un rituale che sa di tradizione, ma si proietta al futuro.
Caffè Concerto Paszkowski: serate natalizie a ritmo di jazz

Fondato alla fine dell’Ottocento da una famiglia polacca come fabbrica di birra e poi divenuto un salotto letterario per artisti e intellettuali, Caffè Concerto Paszkowski, in piazza della Repubblica 6, custodisce ancora oggi il suo spirito cosmopolita e lo declina secondo una doppia natura: di giorno accoglie gli avventori che vogliono bere o assaggiare qualcosa dalla sua carta d’ispirazione internazionale, mentre alla sera ristorazione e mixology si fondono con la musica dal vivo che anima Piazza della Repubblica con i ritmi del blues, la profondità del soul e la vivacità del jazz. La proposta gastronomica combina i gusti e i sapori della tradizione italiana (dagli iconici secondi di carne toscani alle altre ricette nazionali selezionate tra le più apprezzate all’estero), con l’arte del buon bere e la piacevolezza della buona musica, trasformate in linguaggio universale. In quest’ottica “democratica” non manca qualche suggestione esotica, ma grande attenzione è riservata anche alla pizza, preparata con lievito madre e farina semi-integrale macinata a pietra e lasciata maturare per 72 ore per garantire un impasto leggero e fragrante.

La cocktail list riscrive i grandi classici della mixology internazionale con un approccio innovativo, attraverso 13 evoluzioni ispirate ai personaggi famosi che frequentavano il salotto di piazza della Repubblica, da Gabriele D’Annunzio, a Margherita Hack, fino a Renato Zero. Insomma, ancora oggi questo locale avvolge l’ospite con vortice di stimolazioni multisensoriali che si rinnova quotidianamente dal 1903.
Tratto Florence: il lusso informale di festeggiare insieme

Aperto lo scorso luglio 2025 all’interno dell’Hotel W Florence, in piazza Dell’Unità Italiana 4, Tratto Florence è il fratello minore del ristorante una stella Michelin Trattoria Contemporanea (Lomazzo, Como), con cui condivide l’animo informale e irriverente pensato per far vivere agli ospiti (dell’hotel e non solo) un’esperienza di lusso anticonvenzionale, in un’atmosfera tutt’altro che ordinaria. Qui la cucina italiana assume una veste inaspettata, in cui tutto (dalla reinterpretazione tecnica delle ricette classiche alla presentazione dei piatti al tavolo) è essenziale e audace al tempo stesso. I sapori restano puliti e riconoscibili per valorizzare la materia prima, ma gli abbinamenti sono sperimentali e inaspettati, capaci di stupire piacevolmente. Tutto è pensato per incuriosire e risultare indimenticabile, proprio come lo stile di W. Per queste Feste la proposta innovativa di Tratto si arricchisce di alcune esperienze culinarie inedite (la Cena della Vigilia, il Brunch di Natale e infine il Cenone di Capodanno) e altrettanti menù dedicati e da condividere: due percorsi (di pesce e misto, entrambi a 150 € a persona) per la sera del 24 dicembre, una formula mista tra buffet e portate al piatto (a 90 € a persona) per il pranzo del 25 e un aperitivo più cena (a 90 € a persona) per la notte del 31. Occasioni di convivialità diverse ma sempre all’insegna della decisione del gusto e della capacità di mixare omaggi alla toscana, excursus nella gastronomia di tutta Italia e qualche divagazione europea (tra vol-au-vent, salmone scozzese, beef Wellington, Pluma di maiale e Pavlova). In più, per tutto dicembre, la facciata del W Hotel sarà animata dalla Christmas Chocolate House, con cioccolata calda e waffle appena preparati, mentre nella W Lounge sarà allestito ogni pomeriggio The Dessert Table , il tavolo dei dolci con una grande varietà di pasticcini e delizie stagionali, da abbinare a una selezione di tè, cioccolata calda o matcha.
Borgo San Jacopo: cene stellate tra caviale e cotechino

Situato lungo le rive dell'Arno, con una vista esclusiva su Ponte Vecchio, Borgo San Jacopo (1 stella Michelin) è il ristorante affidato all’Executive Chef Claudio Mengoni, che qui propone una cucina creativa e precisa, con approccio che armonizza il rispetto dell’essenza degli ingredienti con la sublimazione dei sapori resa possibile dall’applicazione di tecniche raffinate. Per questo 2025, alla proposta classica con 3 percorsi degustazione (e una possibilità di pairing con più di 900 prestigiose etichette presenti in cantina) si arricchisce di 2 menù pensati rispettivamente per la Vigilia di Natale e la cena di San Silvestro. Per la tavola di magro del 24, lo chef ha previsto un menù di pesce (a 290 euro a persona, più 170 euro di abbinamento vini), in cui la qualità della materia prima viene esaltata con spinte di gusto che nulla tolgono alla raffinatezza dei piatti.

Così alla delicatezza della mazzancolla e al gusto pregiato del caviale si accosta il sentore ferroso dei carciofi e quello pungente dell’aglio nero; la dolcezza dei ricci di mare contrasta con il sapore piacevolmente terroso delle lumachine e con quello intenso delle alici alla colatura e della ventresca di tonno stagionata; mentre la carne neutra del branzino trova una spinta nel caviale di aringa, nel cipollotto e nella salsa alle vongole veraci. Stessa provocazione armoniosa nel menù terra-mare del Cenone di Capodanno (370 euro a persona, più 230 euro di abbinamento vini), con l’accostamento tra la battuta di fassona, l’ostrica, il rafano e le alghe nell’antipasto o quello tra ravioli di porcini, anguilla affumicata e consommé di gallina nel primo piatto. Un menù che declina in modo nuovo il fine dining, senza più temere di osare con ingredienti un tempo banditi dalla cucina gourmet. La dimostrazione finale? Dopo la mezzanotte, neppure qui mancherà il rituale Cotechino con lenticchie.
Caffè dell’Oro: piatti tradizionali delle feste in un contesto anni 50

Atmosfera ispirata agli anni Cinquanta di una Firenze nei suoi anni d’oro, fotografie d’epoca, dettagli in lucido ottone e fiori freschi. Questo è Caffè dell’Oro, il cuore gastronomico dell’hotel Portrait Firenze, in Lungarno degli Acciaiuoli, 2P: un bar e ristorante italiano contemporaneo pensato per soddisfare esigenze e desideri gourmand a tutte le ore del giorno, dalla colazione al dopocena passando per la merenda e il rito dell’aperitivo. La proposta gastronomica curata dallo chef Luca Armellino dimostra un approccio basato sulla capacità di fondere i sapori e profumi di una riconoscibile eredità gastronomica nazionale con tecniche nuove e suggestioni provenienti da oltreconfine. Per le festività 2025 l’offerta della cucina si arricchisce di tre proposte dedicate rispettivamente alla Cena della Vigilia, al Pranzo di Natale e all’Ultima notte dell’anno. Nel primo caso si tratta di un menù di 4 portate classiche e rigorosamente di pesce (140 euro a persona, più 65 euro di abbinamento vini), mentre per il pranzo del 25 dicembre (140 euro a persona, più 65 euro di abbinamento vini) lo chef mixa terra e mare, rivisitando 4 ricette tradizionali con picchi di gusto e abbinamenti inusuali, come nel caso del Raviolo doppio ripieno di branzino e salsa cacciatore o del Petto di anatra, zucca arrosto e salsa ai frutti rossi.

Il Cenone del 31 dicembre è invece molto più ricco e giocoso, con alcuni divertissement dello chef che spazia tra sapori locali e preparazioni d’Oltralpe (si vedano il Macaron salato con pecorino di Pienza, il Bignè ripieno di baccalà mantecato e caviale, la Tartare di tonno rosso, ostrica fritta e salsa al verjus, la Bavarese allo Champagne). Anche in questo caso il menù (280 euro a persona, più 95 euro di abbinamento vini) procede con un saliscendi gustativo che rende interessante il percorso, in cui si alternano astice e provola, topinambur e tartufo, porcini, cavolo nero e caviale. Per concludere, anche qui si serve orgogliosamente il beneaugurale cotechino con le lenticchie. (Riproduzione riservata)
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