I 7 migliori Champagne da collezionare, regalare e stappare per le feste
Gli italiani hanno una vera passione per le cuvée importantti. Ecco le bottiglie più pregiate dal preferito di Sua Maestà e 007 alla Jéroboam gioiello
I francesi lo chiamano perlage, in italiano è l’effervescenza, lo sviluppo rapido delle bollicine dello champagne che, liberate, risalgono in superficie e che, già da sole, fanno festa nel bicchiere. Un movimento mesmerizzante, ipnotizza e con il suo movimento costante sparge un’allegria contagiosa nei brindisi anche fuori di Francia. Lo confermano i dati di vendita del Comité Champagne: in dieci anni, l’export è passato dal 45% al 57% delle vendite totali. Oltre la metà delle cuvée d’Oltralpe è destinato all’estero. Mercati di riferimento restano gli Stati Uniti. Regno Unito, Giappone, Germania e Italia.
Quinto per volumi, ma non per valore, il mercato italiano conferma di avere un debole per le cuvée di prestigio. Ecco allora una selezione delle bottiglie più pregiate presentate dalle maison per brindare nelle feste o, al contrario, da non stappare mai e da aggiungere alla collezione.
Bollinger - Sua Maestà il Pinot Nero
Bollinger PN VZ19 è un Blanc des Noirs in tutta la sua purezza, un carattere deciso che rispecchia al 100% lo stile della maison. Non a caso la più amata da 007 e reali inglesi.
La data d’uscita del nuovo 007 si allontana sempre più per le difficoltà di casting, ma chiunque prenda il posto di Daniel Craig, una cosa la si può già dire con certezza: i Bond passano, la sua icona resta. Nel ruolo dell’agente al servizio di Sua Maestà si sono alternati molti attori, alcuni hanno funzionato più di altri, ma tutti, ugualmente, sono sostituibili. A restare iconico è il personaggio creato da Ian Fleming e i suoi gusti, volutamente, azzimati: dal suo cocktail Martini shakerato e non mescolato, come lo beve tutto il resto del mondo, alla sua passione per lo Champagne, in generale, e per Bollinger in particolare.

Quello con la maison fondata nel 1829 ad Aÿ è forse il rapporto più duraturo che l’agente di Sua Maestà possa vantare e inizia con l’apparizione di una cuvée millesimata in Moonraker (1979) e da allora Champagne ufficiale della saga. Sul grande schermo si alternavano Roger Moore, Timothy Dalton, Pierce Brosnan e Daniel Craig, ma nel bicchiere le bollicine restavano quelle del Pinot nero, simbolo del carattere forte dell’assemblage. Una passione tutt’altro che virtuale, condivisa anche dalla famiglia reale inglese e dalla Regina Elisabetta II che, nella sua routine quotidiana, lasciava spazio per un bicchiere di Champagne prima di congedarsi per la notte. Non a caso sulla bottiglia del Pinot noir VZ19 appare il simbolo del Warrant della famiglia reale, simbolo di eccellenza.
«Quando si degusta il PN VZ19, ci si rende conto di
quanto sia potente il succo delle uve rosse che lo compongono», parola dell’enologo capo Denis Bunner. Come confermano gli abbinamenti proposti da Bollinger giocati tutti dai sapori forti e decisi, dalla ceviche di orata con lime e mango alla tajine di vitello con pesche e spezie, fino alla meringata al limone del dessert finale.
Dom Pérignon - French Graffiti
L’edizione speciale del Vintage 2015 di Dom Pérignon celebra Jean-Michel Basquiat, genio ribelle della Graffiti Art, che mescolava media e codici diversi come in ogni perfetto assemblage.
Uno tra i più nobili degli champagne ha un debole per la cultura pop, da tre decenni infatti Dom Pérignon dialoga con le icone culturali più mainstream. Si è partiti con il millesimo 2000 dedicato al kaiser della moda Karl Lagerfeld per arrivare alle star della musica come Lenny Kravitz e Lady Gaga. Ma a funzionare meglio è sempre stato il binomio con le arti visive iniziato, ça va sans dire, con l’omaggio al padre della Pop art Andy Warhol, poi c’è stata la collaborazione con Jeff Koons, l’artista che ha dato status museale al kitsch, e ora è il momento del genio ribelle dei graffiti.

Quest’anno allo scudo di Dom Pérignon si sovrappone la corona stilizzata firma di Jean-Michel Basquiat, due simboli potenti che uniscono le forze per un’edizione limitata che fa l’occhiolino ai collezionisti italiani. La serie che custodisce il vintage 2015 è costituita da tre coffret, che raffigurano una porzione di uno dei dipinti più famosi ed enigmatici dell’artista: In Italian (1983). Il dipinto realizzato all’apice della sua carriera, poco prima della sua scomparsa a 27 anni nel 1988, dove in realtà tra le molte scritte non ne appaia nessuna in italiano ma molte in latino che intervallano molti degli stilemi classici dell’artista, dall’espressione «corona di spine» alle campiture di colore tipiche dei graffiti, qui prevale giallo, blu e verde, le stesse dominanti che si ritrovano poi nelle tre etichette.
La combinazione di media molto diversi tra loro è la cifra stilistica di Basquiat e le sue tele sono coperte di scritte e cancellature, numeri e lettere, date e simboli, loghi e codici, tutto mescolato in modo tanto armonico quanto criptico. Opere caratterizzate dalla complessità il cui segreto sta tutto nell’assemblage, proprio come nell’arte dello chef des caves Vincent Chaperon.
Laurent-Perrier - Una cuvée coi fiocchi
Da otto edizioni, Laurent-Perrier veste la sua speciale Cuvée Rosé di una preziosa custodia riutilizzabile, una gabbia dorata con un tocco di couture che riporta alla memoria Jean-Paul Gautier e i suoi irriverenti e seduttivi cage dress. Nella sua collezione 2024, l’edizione Ribbons, letteralmente nastri, si colora quest’anno di tutte le sfumature dei frutti rossi delle ricche note aromatiche di quest’elegante champagne.

Come tutti i rosé della maison, fondata a Tours-sur-Marne nel 1812, Cuvée Rosé nasce dalla macerazione di sole uve Pinot Noir provenienti dalle migliori parcelle della Montagne de Reims. Una tecnica che, fin dal 1968, è la firma di Laurent-Perrier e che dona quel classico colore a metà strada tra salmone e lampone. Oltre a dare corpo e sostanza a questo grand vin. Come dimostra la grande rosa di pairing possibili della cuvée. Si sposa bene con pesce e formaggi, regge anche abbinamenti complessi, come la cucina asiatica, ed è perfetto con il crudo di Parma e i dessert a base di frutti rossi, ça va sans dire, visto il bouquet di straordinaria freschezza di sottobosco: lampone, ribes rosso, fragola e amarena.
Tra i grandi player internazionali, Laurent-Perrier è una delle poche maison rimaste familiari nella Champagne. Nel 1939, l’azienda passa dall’ultimo erede dei fondatori alla coraggiosa Marie-Louise de Nonancourt, vedova con quattro figli, che si unirono alla Resistenza all'inizio dell'occupazione nazista. A tornare fu solo Bernard che, a soli 28 anni, prese in mano l’azienda trasformandola da vero innovatore. A raccoglierne il testimone sono state le figlie Alexandra e Stephanie e la nipote Lucie Pereyre de Nonancourt che già da qualche anno affianca in cantina lo chef de cave, Michel Fauconnet.
Louis Roederer - Avere i numeri
Simbolo della libertà dello stile Louis Roederer, Collection 245 è la sintesi del savoir-faire della maison con la capacità di adattarsi al cambiamento climatico.
Se tutte le annate sono millesimabili, allora sarebbe un peccato non farlo, così è nata Collection. Come tutte le persone di genio, Jean-Baptiste Lécaillon ha la capacità di far sembrare semplice quel che semplice non è. E lo chef de cave di Roederer, in azienda dal 1989 quando divenne il più giovane chef de cave della Champagne, lo fa anche nello spiegare il suo progetto più recente: trasformare il cambiamento climatico in un’opportunità.

Collection è lo Champagne del futuro, Roederer al 100%, come nello stile della maison un perfetto bilanciamento tra vigneti, di un terzo di Rivière, un terzo Montagne e un terzo Côte. Ma frutto di un assemblaggio multi-millesimato. Insomma, per dirla con una metafora suggerita per assonanza con il nome: se quel gioiello di Cristal è l’haute couture delle cuvée vintage della maison, il Brut Premier, nato nel 1920, è il prêt-à-porter, e Collection, creato un secolo dopo, potrebbe rappresentare la linea made to measure.
Collection rappresenta tutto lo «spirito di libertà» che si può permettere una maison familiare, come ha sintetizzato Frédéric Rouzaud, presidente e ceo di Roederer e settima generazione che si alterna alla guida. Semplice e svincolata dalle regole è stata anche la scelta del nome. Tra i sans année e i vintage con l’anno ben visibile sulla bottiglia, la nuova cuvée prende il numero progressivo. Così Collection 245 è, semplicemente, il 245° assemblaggio dall’anno di fondazione della maison, il 1776. Si riferisce alla vendemmia del 2020 ed è composta in lieve prevalenza da Chardonnay (41%), Pinot Noir (35%), Meunier (24%), da qui la dominante floreale e fruttata nel bouquet dai frutti gialli, come pesca noce e agrumi maturi, e le note dolci di polline e petali.
Perrier-Jouët - De Forma Naturae
Nata dal matrimonio tra Perrier e Madame Jouët, nel 1811, la maison si fonda su due passioni, condivise, per la natura e l’arte. Pierre-Nicolas e loro figlio Charles erano entrambi botanici e orticoltori progressisti, idee che hanno seminato fin dall’inizio nel loro domaine per una gestione dei vigneti in armonia con la natura, tramandata, poi, nel tempo. Anche la passione per l’arte è ben nota, visibile e visitabile, grazie alla Maison Belle Epoque, una delle collezioni private più ricche d’Art Nouveau, che convidide il nome con la più nobile delle cuvée di Perrier-Jouët dalla bottiglia creata dall’artista capofila del movimento Emile Gallé.

In realtà, le quattro Belle Epoque Jéroboam (l’equivalente di 4 bottiglie, ossia 3 litri), create nel 1902 da Gallé erano state archiviate come progetto infattibile per il costo esorbitante. Entrarono in produzione solo negli anni 60 grazie al fortunato ritrovamento degli originali da parte dello chef de cave di allora, che se ne innamorò, e a un artigiano della periferia di Parigi che quadrò il cerchio con la soluzione tecnica a un prezzo ragionevole. Come, ancora oggi, resta un segreto.
Dal 2012 il binomio arte e natura convive nelle commissioni di opere ed edizioni d’arte uniche di champagne, come il progetto Ode à la Nature. Dopo l’edizione Anémone del 2022, a gennaio, Perrier-Jouët ha presentato Libellule. Realizzata in soli 10 esemplari, è una Jéroboam di Belle Epoque 2008, rivestita dall’Atelier Montex, storica maison che firma i ricami dell’haute couture. L’ispirazione viene da uno dei pezzi più iconici della collezione Art Nouveau: un tavolino in noce, le cui gambe sono tre libellule intagliate che sostengono due vassoi decorati con ninfee, creato proprio da Gallé per l'Expo di Parigi del 1900.
Veuve Clicquot - Palette di pregio

Se i libri non si giudicano dalla copertina, per gli Champagne è tutta un’altra storia. Qui la confezione conta eccome. Cattura lo sguardo ed è tra le leve più persuasive all’acquisto, quella che si gioca sulla spinta emozionale. Il discorso vale in generale, ma è vero soprattutto per le cuvée e i millesimi più pregiati; ne era già consapevole Madame Clicquot che, secoli prima dell’avvento del neuromarketing, sosteneva lungimirante: «I nostri vini devono essere gradevoli sia al palato che allo sguardo». Di sicuro avrebbe avvallato la decisione di commissionare a un’artista il design dei suoi coffret per La Grande Dame, la cuvée a lei dedicata. E avrebbe apprezzato la scelta di commissionarle a Paola Paronetto, la ceramista italiana, nota come la maestra del colore, che ha vestito con la tecnica del Paper Clay la grande famiglia delle cuvée più pregiate e ha selezionato poi tra le 97 tonalità della sua palette la tinta adatta per La Grande Dame Rosé 2015: pesca chiaro. Un’attenzione che è già di per sé omaggio a chi ha rivoluzionato la palette della Champagne. Madame Clicquot ha per prima archiviato le tinte tenui dei rosé de teint e saignée, date dalla macerazione a contatto delle uve, e creato il primo Rosé per assemblaggio della storia nel 1818.
La Grande Dame de la Champagne, com’era chiamata dai colleghi in segno di ammirazione per lo spirito libero e la visione rivoluzionaria con cui ha messo a punto tecniche entrate da allora nella pratica comune del rigido disciplinare della regione, ebbe l’idea di ricavare il suo Rosé per assemblaggio del Pinot Noir del Clos Colin. Così da rendere tutta l’intensità e la forza del rosso della storica parcella.
Billecart-Salmon - Storie di famiglia
Nato dall’unione più longeva della Champagne, dal 1818 fino a oggi Billecart-Salmon è una storia di famiglia arrivata alla settima generazione. Così per tradizione le cuvée speciali si dedicano ai fondatori come il nuovo millesimo 2012 di due cuvée storiche, il Blanc des Blancs Louis Salmon e il Rosé Elisabeth Salmon, la donna da cui tutto ha avuto origine.
Tutto nasce con il matrimonio ben riuscito tra Nicolas François Billecart ed Elisabeth Salmon. Da allora, la Maison si è ramificata intrecciando il loro albero genealogico con le viti di uno dei territori più vocati tra Côte des Blancs e Montagne de Reims.
Nel gettare le fondamenta per la creazione di una Maison tutta sua Elisabeth volle accanto a sé il fratello, Louis Salmon, primo enologo capo della casa. Oggi sono al settimo passaggio e a gestire l’azienda è Mathieu Roland-Billecart, ma la pietra angolare su cui tutto si fonda vigna, cantina e produzione è sempre una triangolazione familiare. Una delle poche eccezioni in Champagne.

«L’eleganza e il frutto sono e restano al centro della nostra ricerca», ha sottolineato Antoine Roland-Billecart, sesta generazione della famiglia, a capo di tutto l’export dell’azienda, prima di lasciare la parola alla degustazione guidata del Louis Salmon 2012, «il Blanc des Blancs per noi non è una semplice cuvée ma un modo di concepire la Champagne e lo chardonnay, una filosofia».
Alla fondatrice della maison, appassionata e determinata, è dedicato un rosé lontano dai cliché e dal piglio robusto e deciso grazie all’assemblaggio di Chardonnay al 55% e Pinot Nero per il restante 45%, di cui un 10% vinificato in rosso dal villaggio di Mareuil-sur-Aÿ. Da qui il colore così definito, «una nuance tra il rame e il salmone», sottolinea Antoine. Tra le note di degustazione spiccano legno di cedro e rotondità da pasticceria, gelatine alla frutta e arance rosse. (Riproduzione riservata)
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