Sempre più dividendi (anche pagati in dollari). Nonostante il valzer dei dazi, iniziato ad aprile, il secondo trimestre 2025 si rivela un periodo d’oro per le cedole in Europa. «Quest’anno il trend è eccezionale: l’Europa, escluso il Regno Unito, ha registrato un aumento del 10% su base annua nei dividendi distribuiti», sottolinea Viktor Nossek, head of Investment and product analytics di Vanguard in Europa.
A livello globale il totale arriva a 835 miliardi di dollari di dividendi distribuiti tra aprile e giugno 2025, in aumento del 6% rispetto al 2024 secondo i dati di Vanguard. Nel primo trimestre la crescita era stata del 9,4%.
Le stime di Vanguard, aggiornate al secondo trimestre 2025, registrano un incremento di 23 miliardi di dollari di cedole staccate in Europa (+10%), per un totale di 261 miliardi. L’incremento è maggiore di quello registrato un anno fa, quando - nel secondo trimestre 2024 - i dividendi europei erano cresciuti del 7,5%. Inoltre, l’Europa segna un nuovo record di dividendi distribuiti in dollari, favoriti anche dall’indebolimento del biglietto verde nei confronti dell’euro: 311 miliardi di dollari, con un incremento dell’8% su base annua.
«Molte società europee staccano i dividendi nel secondo trimestre, determinando pagamenti stagionalmente elevati che incidono anche sull’andamento della distribuzione dei dividendi a livello globale», aggiunge Nossek. «La crescita è paragonabile agli aumenti combinati registrati in Nord America (oltre 10 miliardi di dollari), Cina (oltre 7 miliardi) e Giappone (oltre 6 miliardi)». Più debole, invece, il mercato britannico con dividendi sostanzialmente invariati tra secondo trimestre 2024 e 2025.
Se questi sono i numeri generali, non tutti i settori contribuiscono allo stesso modo. In particolare, le ricche cedole del secondo trimestre, sempre secondo l’analisi di Vanguard, arrivano soprattutto da finanza (+29 miliardi di dollari), industria (+13 miliardi) e sanità (+7 miliardi). Da sole le aziende di questi comparti hanno distribuito dividendi che coprono quasi la metà della crescita globale della remunerazione, pari a 49 miliardi.
Al contrario, sono diminuite le cedole staccate nel settore energetico (-17 miliardi), dei materiali (-3,5 miliardi) e dei beni di consumo. (riproduzione riservata)