La trimestrale di Hsbc Holdings delude e il titolo alla Borsa di Londra è caduta in chiusura del 4,54% a 926 pence. La più grande banca europea ha registrato nel primo semestre del 2025 un utile ante imposte di 15,8 miliardi di dollari, in calo del 26% circa rispetto ai 21,6 miliardi dell'anno precedente e sotto le attese degli analisti a 16,5 miliardi. L'utile netto è sceso del 30% a 12,4 miliardi. Al 30 giugno il Rote è sceso al 14,7% dal 21,4% del primo semestre del 2024. Si è contratto meno (-0,3%) il Cet1 ratio, pari al 14,6%.
Sui risultati ha pesato la svalutazione da 2,1 miliardi della sua partecipazione in Bank of Communications (il Ministero delle Finanze cinese ha ricapitalizzato la banca all’inizio dell’anno). Ma anche spese elevate. Il ceo, Georges Elhedery, sta portando avanti una ristrutturazione sempre più costosa. Infatti, le spese per semplificare la struttura dell’istituto di credito nel solo secondo trimestre sono aumentate del 10%, raggiungendo quota 8,9 miliardi.
Così anche l’utile ante imposte trimestrale, pari a 6,3 miliardi (-29%), è risultato inferiore alle stime di 7 miliardi a fronte di ricavi in lieve calo a 16,5 miliardi contro 16,67 miliardi dello stesso periodo del 2024. «Abbiamo ottenuto questi risultati in un periodo di incertezza continua», ha dichiarato l’ad Elhedery in call. «In questo contesto, è diventato sempre più importante semplificare l’organizzazione e renderla più agile». Elhedery ha già creato quattro nuove divisioni come parte di quella che ha definito una «semplificazione» della rete globale della banca.
Il trimestre si è chiuso anche con perdite su crediti pari a 1,1 miliardi di dollari (loan loss ratio 44 bps), 700 milioni in più rispetto all’anno precedente. L’aumento comprende oneri legati al settore immobiliare commerciale a Hong Kong, con la banca che ha attribuito la colpa a un «eccesso di offerta di immobili non residenziali che continua a esercitare una pressione al ribasso sui canoni di affitto e sui valori patrimoniali».
Hsbc è parte in procedimenti legali e questioni normative in diverse giurisdizioni derivanti dalle sue normali attività commerciali. La banca ritiene che nessuna di queste questioni rappresenti una minaccia rilevante per gli accantonamenti già previsti per i procedimenti legali. Tuttavia, le autorità competenti in Svizzera e Francia stanno indagando su Hsbc Private Bank (Suisse) SA in relazione a presunti reati di riciclaggio di denaro in relazione a due storici rapporti bancari. Queste indagini sono in una fase iniziale. Al momento non è possibile per la banca prevedere la risoluzione di queste questioni, inclusi i tempi o qualsiasi possibile impatto.
Hsbc è conosciuta come la più grande banca commerciale del mondo e un punto di riferimento per il commercio tra l’Asia-Pacifico e il resto del mondo. Questo la rende particolarmente sensibile alle tensioni politiche tra Washington e Pechino, che quest’anno si sono scontrate in una guerra commerciale a colpi di dazi. A questo proposito la banca si è detta «ben posizionata per gestire i cambiamenti e le incertezze che caratterizzano l’ambiente globale in cui operiamo, anche in relazione ai dazi». In ogni caso ha assicurato che l’impatto delle tariffe dell’amministrazione Trump potrebbe essere «relativamente modesto» sui suoi ricavi.
La guidance per il 2025 è stata in gran parte confermata: margine di interesse a 42 miliardi di dollari (consenso 42 miliardi); crescita dei costi rettificati del 3% per un totale implicito di 33,3 miliardi (consenso 33,3 miliardi); loan loss ratio di 40 punti base (dal precedente intervallo 30-40 bps; consenso circa 40 bps). La crescita dei prestiti è attesa mid-single digit nel medio-lungo termine, ma sarà contenuta nel 2025, e il Rote è atteso nella fascia media del 10% (mid-teens) per il periodo 2025–2027, escluse le voci straordinarie (consenso 15,5-15,7%).
Passa in secondo piano l’annuncio che il colosso bancario con sede a Londra riacquisterà azioni per un valore di 3 miliardi di dollari, aggiungendosi ai 5 miliardi già annunciati nel corso dell’anno. ll cda ha anche approvato un secondo acconto sul dividendo per il 2025 pari a 0,10 dollari per azione ordinaria, per complessivi 1,74 miliardi.
A detta degli analisti di Bloomberg Intelligence i 400 milioni di dollari nel secondo trimestre per prestiti nel settore immobiliare commerciale a Hong Kong, insieme all’aumento della guidance sul costo del rischio a 40 punti base, potrebbero oscurare un utile ante imposte superiore del 10% (escludendo voci straordinarie). Dopo un rally di quasi il 20% negli ultimi tre mesi, sostenuto dalla resilienza del Rote ai rischi macroeconomici elevati e dal buyback, il momentum potrebbe fermarsi in assenza di nuovi catalizzatori e con una volatilità ancora elevata.
A detta degli analisti di Citi i pessimisti punteranno al fatto che la guidance sul Rote è rimasta invariata, ma con un Rote rettificato del primo semestre 2025 pari al 18,2%, «riteniamo che la banca raggiungerà senza problemi il limite superiore dell’intervallo target del 14-16% (consenso 15,5%). Questi risultati dovrebbero quindi bastare a generare lievi revisioni al rialzo delle stime sugli utili per azione da parte del consenso», ha previsto Citi, ribadendo il rating buy e il target price a 10,10 sterline su Hsbc, lo stesso giudizio di Jefferies (prezzo obiettivo a 9,7 sterline). (riproduzione riservata)