Con la borsa di Tokyo chiusa, è Hong Kong a salire in scia alla chiusura positiva del 22 novembre di Wall Street. L’indice Hang Seng guadagna lo 0,75% grazie anche ad Alibaba (3%), spinta dalle voci di una chiusura dell’inchiesta sulla sua controllata Ant Group.
Contrastati, invece, i listini di Shanghai e Shenzen che registrano, rispettivamente, un rialzo dello 0,26% e un calo dello 0,37%, a causa dell'aumento dei casi di Covid-19 in Cina e dell'introduzione di nuove restrizioni. Meglio il Kospi di Seul (+0,52%). Piatti i futures di Wall Street (+0,01% quello sul Dow Jones e -0,06% quello sull’S&P500) il giorno prima del Thanksgiving.
Tra le valute bene il dollaro neozelandese dopo che la Reserve Bank of New Zealand ha alzato i tassi di 75 punti base al 4,25%: si tratta dell’aumento più rilevante di sempre, mentre la banca centrale lotta per contenere la crescente inflazione. La banca centrale ha segnalato la probabilità di un ulteriore inasprimento, ma ha anche avvertito che la crescita economica rallenterà nel breve termine a causa dello shock provocato dall'aumento dei tassi di interesse e dall'inflazione elevata.
Invece, lo yuan cinese è sceso dello 0,2% in seguito all'introduzione da parte delle principali città di ulteriori restrizioni per contenere l'aumento record di nuove infezioni. I mercati temono che le misure siano destinate a causare ulteriori interruzioni dell'attività commerciale, mettendo sotto pressione l'economia cinese. Le deboli letture economiche di ottobre hanno mostrato che l'aumento delle infezioni ha già interrotto la ripresa dell'economia cinese nel terzo trimestre e il governo ha dato poche indicazioni di voler ridimensionare ulteriormente la sua rigida politica di zero-Covid.
Mentre il cambio euro/dollaro vale 1,032 (+0,22%). Il rendimento del Treasury Usa a 10 anni è stabile al 3,75%: oggi escono i verbali dell'ultima riunione della Federal Reserve. Un numero crescente di funzionari della Fed ha dichiarato di essere favorevole a un aumento più contenuto dei tassi di interesse a dicembre, ma l'inflazione ostinata potrebbe indurre la banca a mantenere alti i tassi di interesse per un periodo più lungo. Un simile scenario sarebbe negativo per le valute asiatiche, dato che l'aumento dei tassi d'interesse statunitensi ha provocato forti perdite nella regione quest'anno. Il Bitcoin recupera quota 16.485 dollari. Poco mosso il petrolio Wti a 81 dollari il barile e il Brent a 88,38 dollari al barile. Oro in lieve calo a 1.736 dollari l’oncia (-0,18%). (riproduzione riservata)