Il virus della varicella che si riattiva in età adulta come Herpes Zoster (conosciuto anche col nome di Fuoco di Sant’Antonio), è un’infezione che può lasciare pericolose conseguenze. È quindi auspicabile ricorrere alla vaccinazione per scongiurarle. Il monito viene dalla Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg), il cui Istituto di ricerca, Health search, ha analizzato i recenti studi che confermano fra le complicanze finora meno note un aumento del rischio cardiovascolare.
«L’Herpes Zoster comporta una fastidiosa fase acuta e delle sequele, tra cui la più nota è la nevralgia post-erpetica, un dolore che colpisce la zona dove si è manifestata l’infezione e che persiste anche per mesi», spiega il dottor Alessandro Rossi, responsabile patologie acute Simg. «La letteratura scientifica più recente ha evidenziato anche complicanze cardio e cerebro-vascolari. Esiste infatti un rapporto stretto tra questa infezione virale e un meccanismo infiammatorio a livello vascolare arterioso. La varietà e la gravità di tali conseguenze ci inducono a raccomandare fortemente la prevenzione, attuabile grazie alla vaccinazione. In particolare, è disponibile un vaccino ricombinante adiuvato, che ha dimostrato un rapporto rischio-beneficio nettamente favorevole, oltre che una persistenza d’effetto nel tempo, che raggiunge i 10 anni. Tale vaccino può essere somministrato anche nei pazienti immunocompromessi che sono, insieme alla popolazione anziana e ai soggetti affetti da patologie croniche (come i pazienti diabetici, ndr), i più esposti all’infezione e rappresentano pertanto i destinatari più indicati per la somministrazione della vaccinazione».
Nell’individuare la relazione tra Herpes Zoster e rischio di eventi cardiovascolari come stroke e infarto sono particolarmente significativi gli studi condotti dalle università di Harvard e Buffalo, che segnalano specifiche finestre temporali in cui la relazione Zoster-stroke esprime la massima forza di associazione. «Il rischio è due volte superiore rispetto ai soggetti che non presentano la malattia nel primo mese dopo l’infezione», afferma il dottor Francesco Lapi, direttore ricerca Health search. «Resta poi presente fino a 12 anni dall’infezione, sebbene vada progressivamente diminuendo il suo peso. Nella finestra 9-12 anni il rischio di stroke in chi ha avuto l’Herpes Zoster si mantiene più elevato del 28%». Inoltre, i dati dell’Health search della Simg attestano due picchi del 30% di aumento del rischio di stroke nei primi sei anni dall’infezione, uno nel primo anno e uno nel sesto. «Nell’intervallo temporale tra questi due picchi vi è una riduzione del rischio, ma si mantiene la significatività della correlazione», aggiunge Lapi. «Poi l’andamento cala nel tempo, fino al 12°-13°anno dall’infezione. Solo a quel punto perde di significatività». (riproduzione riservata)