Haut-Brion, male le annate recenti
Perdita di valore limitata al 4% per i millesimi dal 1986 al 2016. Complessivamente le 45 bottiglie sono rincarate del 14%
Sotto osservazione, questa settimana, sono le quotazioni ottenute alle aste internazionali del 2020 dalle vendemmie di Château Haut-Brion che dal 1986 arrivano a oggi, analizzate come sempre attraverso il confronto con i prezzi spuntati nel 2019. Sono 24 i millesimi quotati sia nell’una che nell’altra annate sui quali è stato possibile condurre l’indagine anche se, per motivi di spazio, in tabella compaiono soltanto i 16 più significativi. Dodici sono aumentati di prezzo, 12 sono calati, ma la diminuzione è stato leggermente maggiore della crescita: complessivamente il valore delle 24 bottiglie è sceso infatti da 14.696 a 14.090 euro, e i 606 che mancano all’appello rappresentano una perdita molto contenuta, di poco superiore al 4%. Due le considerazioni da fare: la prima è che i risultati ottenuti da queste annate giovani di Haut-Brion sono ben diversi da quelli delle vendemmie d’antan prese in esame nella puntata precedente, che sono invece rincarate di oltre il 33%. Il che conferma che gli investitori, anche se sono tornati a riconoscere prezzi piuttosto alti alle annate d’antiquariato, esitano a metter fine alla pratica ribassista con cui hanno ridimensionato negli ultimi due anni le tensioni speculative che gonfiavano le quotazioni delle bottiglie più giovani. La seconda considerazione da fare è che comunque la svolta dal ribasso al rialzo c’è stata anche per Haut-Brion: nel loro complesso, i suoi 45 millesimi quotati alle aste del 2020 non hanno affatto perso quota, anzi, sono rincarati del 14% abbondante. (riproduzione riservata)
Native Content