Haut-Brion contiene le perdite
Su 28 quotazioni confrontabili, solo 9 sono aumentate di prezzo. Le annate più giovani hanno perso l’11%, quelle d’antan solo il 3,8%
Con una costante presenza alle aste anche durante la pandemia di Covid-19, Château Haut-Brion ha ottenuto nei primi sette mesi di quest’anno ben 28 quotazioni confrontabili con quelle del 2019: le 16 che compaiono in tabella sono le più significative, perché sono quelle che hanno subito le variazioni di valore più marcate, sia verso l’alto che verso il basso. Più verso il basso, per la verità, perché solo 9 sono aumentate di prezzo mentre 19 risultano in calo, com’era facilmente prevedibile in un’annata martoriata come questa. Positivo è però il fatto che si tratta della diminuzione più limitata subita da tutti i premier cru bordolesi presi finora in esame.
Complessivamente infatti i 28 millesimi di Haut Brion, che l’anno scorso valevano 26.258,06 euro, sono stati aggiudicati alle vendite all’incanto di quest’anno per 24.569,61, e i 1.688,45 euro di differenza identificano una perdita piuttosto limitata, del 6,43%. Ma il lato forse più curioso è che la maggior parte di questa perdita non è dovuta alle vendemmie più antiche, che costando di più creano di solito le perdite maggiori, ma è delle annate più giovani, complessivamente diminuite dell’11% mentre quelle d’antan si sono limitate a cedere soltanto il 3,80% del loro valore. L’anno scorso il risultato era stato anch’esso negativo, ma la ripartizione delle perdite tra millesimi senior e millesimi junior era avvenuta esattamente al contrario. L’unico rilievo che può confortare gli investitori è che il ribasso si è attenuato mentre è aumentato il numero dei millesimi cresciuti di prezzo. (riproduzione riservata)
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