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HappyAgeing e gli Stati Generali dell’invecchiamento attivo
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HappyAgeing e gli Stati Generali dell’invecchiamento attivo

di Cristina Saja
19 settembre 2022, 11:23 Ultimo aggiornamento: 11:25

L’immunizzazione degli over 65 alla luce dell’esperienza della pandemia al centro del dibattito. Michele Conversano: “Oggi l’immunizzazione deve essere la priorità assoluta di salute pubblica nell’agenda politica. E lo strumento da utilizzare è la vaccine convenience”

Immunizzazione, alimentazione, movimento, screening e corretto utilizzo dei farmaci: sono i cinque pilastri dell’invecchiamento attivo individuati a livello europeo. Su questi, e in modo particolare sui primi tre, si sono confrontati, nel corso della prima edizione degli Stati Generali dell’Invecchiamento Attivo promossi da HappyAgeing - Alleanza Italiana per l’Invecchiamento Attivo, istituzioni, parti sociali, operatori sanitari e una nutrita platea composta soprattutto da over 65.  Due gli obiettivi perseguiti in questa prima edizione. Il primo riguarda la visione stessa dell’invecchiamento, che secondo i promotori deve passare dall’ambito del problema da gestire o carico sociale a straordinaria occasione per ripensare e ridisegnare integralmente la società: l’invecchiamento come opportunità sociale, sociologica e sanitaria. Non a caso le chiavi di lettura utilizzate nel corso della giornata di lavori sono state due, quella scientifica che ha puntato al rafforzamento di tutti gli strumenti capaci di prolungare e migliorare la qualità della vita, ‘più anni alla vita’, e quella emozionale per motivare e promuovere le attività che danno senso agli anni di vita di un adulto anche a seguito della conclusione del suo percorso professionale, ‘più vita agli anni’. Garantire infatti una longevità più sana possibile alle persone over 65 è un vantaggio non solo per il singolo cittadino, ma una spinta anche alla silver economy, definita da Treccani come “l'economia costruita sulle risorse accantonate o possedute dalla fascia di popolazione anziana che, per consistenza ed estensione, costituisce un mercato in costante espansione”.

Il secondo obiettivo dell’evento, che si è svolto all’Acquario Romano della Capitale e che è stato realizzato grazie al contributo non condizionato di CSL Seqirus, GSK, MSD, Pfizer e Sanofi, è quello di raccogliere esperienze ed istanze chiare e condivise da portare all’attenzione dell’agenda politica, a partire dal tema dell’immunizzazione, che dovrà essere affrontato subito in previsione dell’autunno e dunque della definizione di un nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV che tenga conto tanto del covid quanto del ritorno dell’influenza e di altre patologie infettive prevenibili che colpiscono in modo particolare l’adulto-anziano). “I vaccini sono tra gli interventi più efficaci, costo-efficaci e sicuri a disposizione della Sanità Pubblica per la prevenzione primaria di patologie come influenza, pneumococco, herpes zoster e difterite, tetano e pertosse per le persone over 65. La pandemia ha contribuito a ricordare al mondo l’importanza delle vaccinazioni nella prevenzione delle malattie infettive – ha affermato in apertura dei lavori degli Stati Generali Michele Conversano, presidente C.T.S. HappyAgeing – Oggi, quindi, l’immunizzazione deve essere, dopo l’esperienza del covid, la priorità assoluta di salute pubblica nell’agenda politica. E lo strumento da utilizzare, è evidente, è la vaccine convenience, cioè l’insieme di soluzioni e processi che rendono logisticamente e tecnicamente conveniente la vaccinazione della popolazione. Già negli anni passati HappyAgeing aveva suggerito alle istituzioni competenti alcune delle misure da adottare e tra queste c’erano l’implementazione della chiamata attiva, la co-somministrazione delle vaccinazioni, l’effettuazione dei vaccini anche al di fuori dell’ambulatorio, il recupero delle vaccinazioni perse ed un’anagrafe vaccinale nazionale alimentata in tempo reale”.

“Siamo qui per rimettere queste proposte al centro delle politiche sanitarie, per gli over 65, ma anche per tutte le categorie fragili che ne avrebbero sicuro giovamento. Oggi questi interventi sono necessari ancor più che due anni fa – ha spiegato il presidente nel corso degli Stati Generali dell’Invecchiamento Attivo – La pandemia, infatti, portando l’attenzione tanto della classe medica che della popolazione sulle vaccinazioni anti-covid, ha ‘distratto’ dalle altre immunizzazioni, con effetti che verificheremo nel corso dei prossimi mesi e che potrebbero avere un grande impatto su tutta la popolazione e sul SSN. Considerando il calendario vaccinale dell’adulto-anziano e le coperture vaccinali raggiunte in questa fascia di popolazione risulta evidente, infatti, che già prima della pandemia si era ben lontani dagli obiettivi previsti dal PNPV. Per quanto riguarda le coperture vaccinali su base nazionale dell’anti-pneumococcica e dell’anti-zoster i dati non sono ancora pienamente disponibili, stessa cosa per il richiamo di dTpa, mentre quelli della copertura anti-influenzale parlano chiaro: la copertura non ha mai raggiunto il 75 percento per gli over 65, traguardo minimo previsto appunto dal PNPV, senza contare le marcate differenze a livello regionale: nell’ultima stagione influenzale, quella 2021/2022, la copertura vaccinale negli over 65 non ha nemmeno raggiunto il 60 percento”.

Bisogna anche considerare un altro fattore: la pandemia ha causato una sorta di ‘stanchezza vaccinale’, cioè la stanchezza di sottoporsi a diverse somministrazioni di vaccino a distanza di poco tempo determinando, quindi, un approccio negativo verso le altre vaccinazioni previste dal calendario vaccinale. Contro la stanchezza vaccinale e per recuperare le coperture perdute, nel corso degli Stati Generali dell’Invecchiamento Attivo, HappyAgeing - Alleanza Italiana per l’Invecchiamento Attivo ha proposto una serie di misure e di iniziative che già alla fine del mese di agosto sono state presentate al Ministro della Salute Roberto Speranza in occasione di un incontro sul tema. Tra le principali proposte, spiegate nei dettagli nel corso degli Stati Generali dell’Invecchiamento Attivo, ci sono: la prosecuzione delle vaccinazioni al di fuori dei tradizionali ambulatori vaccinali includendo le grandi strutture create appositamente per la pandemia, il coinvolgimento della rete delle farmacie per le altre vaccinazioni previste per l’adulto/anziano, l’implementazione di una politica di chiamata attiva e un monitoraggio costante delle coperture attraverso una nuova anagrafe vaccinale informatizzata che permetta un costante controllo dei risultati.

“La gestione della pandemia può essere un’esperienza della quale far tesoro, visto che ha portato l’Italia a implementare o attivare nuove modalità organizzative, alcune delle quali del tutto innovative, legate alle politiche vaccinali e al monitoraggio dei contagi – ha dichiarato Michele Conversano. Tra le nuove modalità organizzative messe in campo, quella di vaccinare al di fuori dell’ambulatorio vaccinale, e dunque in luoghi non convenzionali, rappresenta una strategia vincente per raggiungere delle buone coperture. Alcuni esempi sono: i Centri Specialistici per la vaccinazione di particolari categorie a rischio, gli Ospedali, le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), le Residenze Sociosanitarie Assistenziali (RSSA), gli Hub (le palestre), i Drive-in (i parcheggi) e presso gli stessi Medici di Medicina Generale, che durante la pandemia hanno effettuato i vaccini. Queste modalità devono essere mantenute nel tempo ed estese anche alle altre vaccinazioni. Un ruolo importante è stato poi quello giocato dalla rete delle farmacie, che ha assicurato una ‘prossimità di luogo’ per la vaccinazione alla popolazione anziana poiché presente in maniera capillare sul territorio e con orari di apertura conosciuti. È determinante, quindi, continuare su questa strada e coinvolgerle non solo per la vaccinazione contro l’influenza, ma anche per le altre vaccinazioni dell’adulto/anziano, quella contro lo pneumococco, l’herpes zoster e per il richiamo del dTpa. Sarebbe poi utile sfruttare le infrastrutture utilizzate per la campagna vaccinale anti-covid e non ancora dismesse per attivare delle campagne straordinarie per il recupero delle vaccinazioni previste dal PNPV (influenza, pneumococco, herpes zoster, difterite-tetano-pertosse e anche covid) che in questi anni di pandemia sono state trascurate. È assurdo che nelle Case di Comunità, previste dalla riorganizzazione dell’assistenza territoriale legata al PNRR, la realizzazione di spazi dedicati alla vaccinazione sia stata inserita tra le attività facoltative e non tra quelle obbligatorie”.

Altro aspetto che la pandemia ha fatto emergere è l’importanza di vaccinare le persone fragili, un concetto che deve essere ripreso e divulgato per le vaccinazioni di altre patologie sostenendo, ove possibile, la co-somministrazione. Altro aspetto condiviso da tutti è quello dell’importanza e dell’efficacia della chiamata attiva. Si tratta di uno strumento che, pur essendo inserito nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, viene utilizzato solo per le vaccinazioni dell’infanzia ma che sicuramente porterebbe ad ottimi risultati se utilizzato anche per gli adulti/anziani.  Concetto condiviso dai diversi relatori che si sono alternati sul palco dell’Acquario Romano nel corso degli Stati Generali dell’Invecchiamento Attivo, i quali hanno appunto sostenuto che chiamare attivamente il cittadino, spiegando i rischi della malattia prevenibile con la vaccinazione e i vantaggi che si possono ricevere da tale azione, genererebbe risultati notevoli.

“Con la campagna vaccinale anti-covid abbiamo visto come da subito sia stato creato un sistema che ha permesso l’aggiornamento in tempo reale delle coperture consentendo in questo modo di mettere in atto eventuali strategie di recupero e generando classifiche tra Regioni più virtuose e meno virtuose con una costante motivazione da parte dei Presidenti delle Regioni a fare sempre meglio. Per questo motivo continua ad esserci la necessità di avere anagrafi vaccinali informatizzate, quanto più complete ed interoperabili possibili, per consentire l’aggiornamento in tempo reale del dato facilitando le analisi sulle coperture e, di conseguenza, eventuali interventi correttivi finalizzati all’aumento delle coperture vaccinali – ha concluso Conversano – Si spera, quindi, nell’istituzione dell’anagrafe vaccinale nazionale del Ministero della Salute che sia qualcosa in più della somma di 21 anagrafi regionali e che permetta anche di monitorare l’offerta e le coperture vaccinali, previste dai LEA e dal PNPV, oltre che le strategie da adottare al fine di una sempre maggiore immunizzazione tra la popolazione anziana. Sicuramente sarà necessario un Organo di Monitoraggio dell’offerta vaccinale e delle coperture vaccinali che sia magari costituito dai Rappresentanti delle varie Associazioni degli anziani che devono monitorare e pubblicare i dati delle coperture affinché siano facilmente accessibili a tutti disegnando, così, quelli che sono gli andamenti delle campagne vaccinali per poter intervenire con delle azioni di Sanità Pubblica mirate”.



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