Hampden ritratto da Cristina de Middel un rum giamaicano da collezione per la Magnum Serie #3
La serie dedicata ai collezionisti di Velier lancia la sua terza edizione, la primafotografata da una donna e la prima monografica di una sola etichetta
Arriva al terzo capitolo la serie Magnum, dedicata ai collezionisti, di rum e di fotografia, perché mette insieme le più rinomate distillerie del mondo con i più grandi nomi della fotografia rappresentati dall’omonima agenzia. Un’idea venuta a tavolino tre anni fa al patron di Velier, Luca Gargano, un’idea geniale e allo stesso tempo semplice, come spesso succede nata dall’accostamento di due passion assets che si rivalutano nel tempo, due eccellenze unite per di più dal gioco di parole sul formato Magnum, che nel mondo di vini e distillati è sinonimo qualità per il perfetto invecchiamento dato il rapporto tra volume della bottiglia e superficie esposta all’ossigeno.
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Le prime due serie quella del 2022 con i grandi autori di Magnum Photos come Elliott Erwitt e quella del 2024 affidata alla mano di Alex Webb, come c’era da aspettarsi sono andate subito a ruba tra i collezionisti che ora per il terzo capitolo si trovano una bella sorpresa.

La terza serie Magnum
Il terzo capitolo della serie Magnum è un’edizione in formato monografico. Al posto di un’altra collezione multi etichetta, infatti, c’è un’unica protagonista: Hampden, la più blasonata esordiente nel mondo dei distillati di canna da zucchero. La distilleria giamaicana infatti imbottiglia a nome proprio soltanto di recente, ma da due secoli e mezzo produce rum rinomata per la sua straordinaria concentrazione di esteri (tra i 400 e i 600). Non a caso è fornitore d’eccezione di noti marchi di profumeria d’élite. Insomma, Hampden si meritava una bella monografia.

A ritrarre questo tesoro nascosto in bella vista della storia del rum è stata chiamata una donna, la prima coinvolta nel progetto delle Magnum Series, Cristina De Middel. La fotografa spagnola, che si è stabilita in Sudamerica, tra Messico e Brasile fa parte dell’agenzia fin dal 2017 e, tre anni fa, è stata scelta come nuova presidente di Magnum Photos al posto di un’altra grande documentarista, Olvia Arthur.
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Il vernissage al Whisly live 2025
«La fotografia, per me, è solo la scusa perfetta», come dice Cristina de Middel, che negli anni si è discostata dal puro stile documentaristico per racconti di cronaca con incursioni visionarie da realismo magico tipico dei racconti sudamericani. Uno degli esempi più famosi resta la serie The Afronauts progetto scattato nel 2012 sul programma spaziale fallito in Zambia negli anni 60. Dalla stessa cifra lirica nasce Fragrance of Trelawny, titolo che gioca sulla sinestesia del cercare di catturare in immagini la fragranza della distilleria giamaicana.

Presentato in anteprima allo scorso Whisky live 2025 a fine settembre, il reportage nasce dal suo soggiorno presso Hampden Estate, condensato in 25 fotografie originali, quattro delle quali selezionate per essere incorniciate sulle etichette delle quattro bottiglie della Magnum Series numero 3 prodotta come le due precedenti da La Maison & Velier, costola nata nel 2017 per valorizzare imbottigliamenti esclusivi selezionati da un team di appassionati ed esperti della francese Maison du Whisky e dell’italiana Velier.
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La magia di Trelawny
Fondata nel 1753, Hampden Estate si trova nella parte nord-occidentale della Giamaica, nella regione di Trelawny e si estende su oltre 5mila ettari. Nel 2009 la proprietà è passata alla famiglia Hussey, ha inaugurato un nuovo capitolo nella storia della distilleria iniziando per la prima volta a invecchiare il rum nel clima tropicale giamaicano. Ma i metodi di fermentazione e distillazione rimangono ancora quelli affinati secoli fa.

«L’umidità, il rumore dei macchinari e la consistenza quasi tangibile dell’aria sono stati immediati», ha racconta Cristina de Middel nel ricordare la sua visita alla distilleria giamaicana. «L’odore della melassa mescolato al tempo stesso, il modo in cui gli edifici sembravano respirare e le persone che vi si muovevano con gesti insieme precisi e senza tempo: sono stati questi elementi a guidare il mio sguardo. Volevo fotografare Hampden non come un sito industriale, ma come un organismo vivente».
Quattro scatti per quattro realease
Quattro fotografie del portfolio scattate durante la sua permanenza sono state scelte per impreziosire le etichette delle quattro release che compongono la serie. Quattro differenti selezioni distillate tra il 2016 e il 2021 e imbottigliate in poche centinaia di esemplari a 60%, in formato standard e, naturalmente anche in magnum.
Hampden 4 anni

Distillato nel 2021, mark DOK (1500/1600 gr), la sigla che è utilizzato per indicare i grammi di esteri per ettolitro, un un grado molto elevato caratteristico dello stile Hampden. In etichetta: la fotografia scattata sul viale d’ingresso, con le alte palme in dissolvenza con la nebbia mattutina.
Hampden 7 anni

Distillato nel 2018, mark HGML (1000/1100 gr). In etichetta: la fotografia di uno dei tanti pavoni che si aggirano liberi nella tenuta e nella distilleria, diventati un simbolo stesso del brand.
Hampden 8 anni

Distillato nel 2017, mark <>H (fra 900 e 1000 gr). In etichetta: la fotografia con protagonista sempre un pavone ma sullo sfondo delle palme della tenuta giamaicana.
Hampden 9 anni

Distillato nel 2016 mark LROK (200/400 gr) di esteri per ettolitro su cui il tempo ha smussato e ingentilito gli angoli. In etichetta: la fotografia scattata della tenuta al tramonto. (Riproduzione riservata)
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