La Commissione Ue rompe gli indugi sul golden power. Nelle prossime ore Bruxelles dovrebbe prendere una decisione sui poteri speciali esercitati dal governo italiano nell'ops di Unicredit su Banco Bpm.
Come risulta a MF-Milano Finanza, la possibilità di una procedura d'infrazione è concreta, anche se l'indiscrezione non trova al momento conferme ufficiali. Il primo passo potrebbe essere compiuto domani, con l'invio all'Italia della lettera di messa in mora perché, secondo l'Ue, si è sovrapposta a Commissione e Bce, ostacolando la libera circolazione dei capitali e il consolidamento bancario. Senza contare che Unicredit si è ritirato per colpa delle prescrizioni imposte dal governo (come l'uscita entro nove mesi dalla Russia), contestate prima al Tar e ora al Consiglio di Stato.
La procedura d'infrazione sul golden power - i poteri speciali che tutelano l'interesse nazionale nei settori strategici - era già attesa a ottobre ma poi è slittata a novembre. Bruxelles aveva bisogno di maggiore "sicurezza e chiarezza giuridica su una serie di requisiti legali specifici", aveva spiegato un'altra fonte europea. Certezze che potrebbero essere arrivate e che, a meno di ripensamenti dell'ultimo minuto, dovrebbero portare all'invio della lettera di messa in mora. Il governo italiano ha provato a trattare e ha aperto anche alla modifica del golden power. Da fine ottobre il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha incontrato due volte Maria Luís Albuquerque, la commissaria ai Servizi Finanziari responsabile del fascicolo con la sua Dg Fisma. Mentre la premier Meloni avrebbe avuto dei contatti con Ursula von der Leyen per cercare di rinviare la procedura.
In cambio l'Italia ha garantito il suo appoggio su temi più urgenti per il presidente della Commissione, come il sostegno all'Ucraina e la difesa. Senza successo, sembra, visto che l'Ue dovrebbe andare avanti lo stesso. Anche le trattative proseguiranno e alla fine Bruxelles potrebbe tornare sui suoi passi se l'Italia modificherà i poteri speciali, allineandoli al diritto europeo.
Non sono attese novità, invece, dalla Dg Comp guidata dalla vicepresidente esecutiva Teresa Ribera, che ha acceso un faro sul caso per possibile violazione del regolamento sulle concentrazioni. L'indagine avrebbe convinto la commissaria spagnola a chiedere l'annullamento del golden power contro Unicredit, ma il ritiro dell'ops può aver reso il suo intervento meno urgente.