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Food&Wine

I 10 gin cocktail da conoscere

Il distillato più amato è anche la base più usata in miscelazione per classici come G&T, Martini e Negroni, ma non solo. Ecco i 10 gin cocktail base da conoscere e preparare 

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La gin craze in Italia pare non finire mai, da due decenni il distillato al ginepro è tra i liquori più amati e miscelata alla tonica il G&T è l’unico cocktail baluardo all’ora dell’aperitivo contro il monopolio dello Spritz.

Ed è anche tra le basi più usate in miscelazione, struttura portante di grandi classici come Martini e Negroni, e ingrediente di cocktail eleganti come Bee’s Knees e French 75. Ecco 10 ricette base da padroneggiare, in ordine alfabetico, dopo i tre del podio.  

Dry Martini

Il re dei cocktail ha la perfezione del cerchio della coppa in cui si serve e una bibliografia di citazioni potenzialmente infinita, se si contano le ispirazioni artistiche, cinematografiche, letterarie e saggistiche.

Un titolo di riferimento per tutti sempre attuale resta Ed è subito Martini di Lowell Edmunds, in Italia a curare la prefazione è stato niente di meno che Umberto Eco. E si è detto tutto. 

La ricetta proposta è quella dell’Iba (International bartenders association) con la proporzione 6:1, ma tutti i martinari hanno la propria ricetta. 

Dry Martini.
Dry Martini.

Ingredienti

60 ml di gin

10 ml di vermouth dry

Metodo Stir and Strain

Versare tutti gli ingredienti nel mixing glass con cubetti di ghiaccio. Mescolare bene e filtrare in una coppa raffreddata. Guarnire con un’oliva verde o scorza di limone. 

Gin Tonic 

È l’unico contendente dell’onnipresente Spritz all’ora dell’aperitivo, leggermente indietro come numeri per quanto riguarda i drink ordinati, ma si rifa sulla durata, grazie alla duttilità del G&T che si presta lungo tutto l’arco della giornata dal brunch all’after dinner. 

«Il gin tonic ha salvato più vite e menti di inglesi, che tutti i medici dell’Impero», secondo la frase attribuita a Churchill. Grazie al gin i marinai inglesi di stanza in India si convincevano più facilmente ad assumere il chinino antimalarico, aggiunto all’Indian Tonic Water nata da un’idea di Schweppes. 

Ingredienti 

50 ml di gin

100 ml di tonica

Metodo Build 

In un tumbler alto versare su abbondante ghiaccio il gin completare con la tonica, o mixer come piace di più dire oggi, girare lentamente e inserire una fetta di limone a guarnire. 

Negroni

Da sempre il più amato dai bar tender e da due anni è il più bevuto al mondo, è uno dei pochi cocktail iconici di cui si sono ricostruite le origini con precisione filologica, da fonti dirette il mitico bar tender Paolo Baldini in Tutto quello che non sai sul Negroni

Si tratta di una variante dell’Americano, l’aperitivo imperante ai primi del Novecento, a sua volta evoluzione del Milano-Torino, metà bitter metà vermouth, da cui appunto il nome del drink dalle capitali dei due liquori che nell’americano erano poi allungati con la soda.

Nel 1919 il conte Negroni, di ritorno a Firenze dopo anni negli Usa, chiese al barista di fiducia di dare un twist più forte al suo Americano con al posto della soda l’anglofilo gin, da qui l’Americano al modo del Negroni. E da lì il nome che è entrato nel mito.

Ingredienti

30 ml di gin

30 ml di bitter 

30 ml di vermouth rosso 

Metodo Build

Versare tutti gli ingredienti su ghiaccio in un bicchiere tumbler basso. Mescolare delicatamente. Guarnire con una fetta d’arancia.

Il segreto, come insegna Paolo Baldini, è versare i tre ingredienti in base alla viscosità, gin, bitter e vermouth.

Bee’s Knees

Cocktail della nuova era, è una variante del gimlet con aggiunta di miele, come succedeva spesso nelle ricette del proibizionismo per ammorbidire liquori di non eccelsa qualità. Nella ricetta Iba il succo è metà limone e metà arancia. 

Ingredienti

50 ml di gin 

2 cucchiaini di miele

45 ml di succo limone 

Metodo Shake and Strain

Sciogliere il miele nel succo di limone, aggiungere il gin nello shaker e agitare con ghiaccio. Filtrare in una coppa raffreddata. Guarnire con una scorza di limone. 

Bramble

Creato da Dick Bradsell, il bar tender protagonista del Rinascimento della mixology inglese, famoso per il suo Espresso Martini, è entrato nella lista dell’Iba tra i New era drinks. 

Ingredienti

50 ml di gin

25 ml di succo di limone fresco

12,5 ml di sciroppo di zucchero

15 ml di Crème de Mûre (liquore alle more)

Metodo Shake and Strain

Versare gli ingredienti eccetto il liquore alle more nello shaker con ghiaccio, filtrare in un bicchiere tumbler basso riempito di ghiaccio tritato, finire con la Crème de Mûre versato sopra e guarnire con more.

Clover Club

Come il bramble unisce gin e frutti di bosco, ma si tratta di cocktail molto diversi per tecnica e consistenza. Nella sfida all’ultimo piccolo frutto è stata netta vittoria del Bramble (62%) contro l’elegante Clover Club (38%), complice forse la popolarità che il nome il sour con Crème de Mûre, liquore alle more, ha acquisito, dopo il lancio del Bombay Bramble Gin tre anni fa.

Ingredienti

45 ml di gin

15 ml di sciroppo di lamponi

15 ml di succo di limone 

qualche goccia di albume 

Metodo Shake and Strain

Shakerare tutti gli ingredienti con ghiaccio, filtrare in un bicchiere da cocktail raffreddato. Guarnire con lamponi.

French 75

È tra gli Champagne cocktail più famosi e pare sia stato inventato all’Harry’s American Bar di Parigi durante la prima guerra mondiale da Harry MacElhone, uno dei barman che ha fatto la storia della mixoloogy. Il nome si dice sia una citazione di una temibile arma utilizzata durante il conflitto.

Negroni.
Negroni.

Ingredienti

60 ml Champagne

30 ml di Gin

15 ml Succo di limone fresco

15 ml sciroppo di zucchero

Metodo Shake and strain

Versare in uno shaker tutti gli ingredienti, tranne lo Champagne, agitare bene e filtrare nel bicchiere. Finire con lo Champagne.

Gin Fizz

Il cugino più sofisticato del G&T, oltre alla soda, prevede succo di limone e sciroppo di zucchero oltre a una vigorosa shakerata. Si arriva anche a diversi minuti per la versione del New Orleans Fizz o Ramos Fizz, dal nome del barman che l’ha creato in Lousiana nel 1888. Sfizio da geek del bere miscelato da ordinare in un bar in cui non volete tornare.

Ingredienti

45 ml di gin

30 ml di succo di limone 

10 ml sciroppo di zucchero

top di soda

Metodo Shake and Strain

Agitare tutti gli ingredienti con ghiaccio. Versare in un tumbler alto e finire con la soda. Guarnire con una fetta o scorza di limone.

Martinez

Alcuni lo indicano come l’antenato del Dry Martini, molti lo considerano l’evoluzione del Manhattan, di certo c’è questo drink a base di gin e vermouth che appare già nella ristampa della raccolta di Jerry Thomas fa parte della lista Iba degli Indimenticabili.

Ingredienti

45 ml di gin

45 ml di vermouth rosso 

1 cucchiaio di liquore al maraschino

2 gocce di bitter all'arancia

Metodo Stir and Strain 

Versare gli ingredienti in un mixing glass pieno di ghiaccio. Mescolare bene e filtrare in una coppa raffreddata. Guarnire con scorza di limone. Ai primi del novecento mettendo al posto di maraschino e bitter, 7,5 ml di Fernet Branca Ada Coleman creò l’Hanky Panky. 

Vesper

La ricetta originale del cocktail appare nel romanzo Casino Royale di Ian Fleming e prevede la Kina Lillet. Oggi non è più in produzione ed è stata sostituita dal Lillet Blanc. 

Ingredienti

45 ml di gin

15 ml di vodka

7,5 ml Lillet Blanc

Metodo Shake and Strain 

Versare gli ingredienti in uno shaker da cocktail riempito con cubetti di ghiaccio. Agitare e filtrare in una coppa raffreddata. Guarnire con scorza di limone.

(Riproduzione riservata) 

Orario di pubblicazione: 03/06/2024 10:32
Ultimo aggiornamento: 25/12/2024 09:43
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