La Banca centrale del Giappone (BoJ) ha deciso di lasciare il tasso di interesse di riferimento a breve termine invariato a -0,1% e mantenere inalterata la curva di controllo dei rendimenti, in vigore dal settembre 2016, quando decise di fissare un obiettivo intorno allo zero per i rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni.
Il governatore della Banca centrale giapponese, Kazuo Ueda, ha motivato la decisione con la presenza di «incertezze estremamente elevate nelle economie e nei mercati finanziari, sia domestici che esteri». I membri del board della banca hanno votato all’unanimità al termine della riunione di due giorni, dove è stato ribadito che i rendimenti dei titoli governativi potranno muoversi all'interno di una banda di 0,5 punti percentuali intorno allo zero, ma allo stesso tempo che la Banca centrale attuerà il controllo della curva dei rendimenti con una maggiore flessibilità, considerando i limiti superiore e inferiore dell'intervallo come riferimenti e non come limiti rigidi.
Per difendere il suo obiettivo, la BoJ ha precisato di voler acquistare i titoli all'1% ogni giorno. Secondo il report della Banca centrale, l’economia giapponese si sta riprendendo moderatamente, con le esportazioni e la produzione industriale che si sono mantenute stabili, i profitti aziendali complessivamente elevati, gli investimenti fissi delle imprese in aumento, la situazione occupazionale e salariale in miglioramento, i consumi che si sono espansi a un ritmo moderato e le condizioni finanziare in generale accomodanti.
Tuttavia, le prospettive restano estremamente incerte, a causa delle condizioni critiche globali, dell’andamento dei prezzi delle materie prime e del comportamento delle imprese nazionali nella determinazione dei salari. Inoltre, sebbene l’inflazione sia in rallentamento rispetto ai mesi passati, le aspettative della BoJ continuano a segnalare rischi al rialzo. Se tali dinamiche si dovessero concretizzare, gli effetti della politica monetaria saranno mantenuti attraverso un calo dei tassi di interesse a lungo termine nel quadro del controllo della curva dei rendimenti. In mezzo alle incertezze economiche interne ed estere, la Banca centrale è rimasta impegnata nel percorso di allentamento monetario per raggiungere l'obiettivo di stabilità dei prezzi del 2%, pur «rispondendo agilmente agli sviluppi dell’attività economica e delle condizioni finanziarie».
L’inflazione in Giappone infine è aumentata del 3,2% su base annuale ad agosto, secondo i dati del governo. L'indice dei prezzi al consumo core è invece rimasto stabile al 3,1% a livello annuale ad agosto, al di sopra del consenso al 3% a/a. Si tratta del diciassettesimo mese consecutivo, in cui il tasso di inflazione core è superiore all’obiettivo del 2% fissato dalla Banca centrale del Giappone. Infine, escludendo la volatilità degli alimenti freschi e dell'energia, l’inflazione core-core è aumentata del 4,3% su base annua, in linea alla crescita registrata a luglio.
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