Genenta ottiene un finanziamento da 20 milioni di euro da Enea Tech. I fondi serviranno a sostenere l’espansione della pipeline della biotech italiana (quotata al Nasdaq), con particolare attenzione al nuovo studio sul cancro renale metastatico (mRCC). La società sta già lavorando su Temferon, una terapia sperimentale per il glioblastoma multiforme, che continua a fornire risultati incoraggianti in termini di tassi di sopravvivenza.
Il sostegno da parte di Enea Tech arriverà nella forma del prestito obbligazionario convertibile. «Enea Tech & Biomedical ha condotto una due diligence scientifica e legale approfondita prima di impegnarsi in questo investimento. I negoziati sono durati diversi mesi» ha spiegato Pierluigi Paracchi, amministratore delegato di Genenta. «L’obbligazione non comporterà una diluizione immediata per gli azionisti di Genenta e si prevede che fornisca il capitale necessario per raggiungere traguardi chiave nel nuovo studio dell’azienda sul carcinoma renale metastatico (mRCC)».
La conversione del bond in azioni è prevista per marzo 2028. A seguire ci sarà un periodo di lock-up di due anni. Il prezzo massimo di conversione è fissato a 17,64 dollari per azione.
Genenta intanto prosegue la ricerca su Temferon. «Continuiamo a dimostrare, sia a livello preclinico che clinico, la capacità di Temferon di riprogrammare il microambiente tumorale, inducendo così risposte immunitarie mediate dalle cellule, come suggerito dallo studio in corso di Genenta sul Glioblastoma Multiforme e che sarà oggetto di test nel trial sul carcinoma renale metastatico (mRCC) dell'azienda», ha detto il professor Luigi Naldini, co-fondatore di Genenta. (riproduzione riservata)