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Wall Street, futures in rosso dopo il downgrade di Moody’s: la Casa Bianca attacca il capo economista

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Fuga da dollaro e Treasury dopo il taglio del rating Usa: è caccia agli asset europei | IL VIDEO

19 maggio 2025, 10:25 Ultimo aggiornamento: 12:18

Il rendimento dei Treasury a 30 anni sale al 5%, per la prima volta da aprile, mentre i futures azionari statunitensi scendono insieme al dollaro dopo che Moody’s ha declassato il rating degli Stati Uniti da Aaa ad Aa1. L’impatto delle mosse delle agenzie di rating è di solito di breve durata, ma l’euro e i listini europei se ne possono approfittare

È ancora sell America. Ma questa volta non sono i dazi imposti dall’amministrazione Trump a generare volatilità, bensì la crescente preoccupazione per il maxi debito pubblico americano. Il rendimento dei Treasury a lunga scadenza sale (quello del 30 anni al 5% per la prima volta da aprile e quello del 10 anni al 4,517%), mentre i futures azionari statunitensi scendono (-0,87% quello sul Dow Jones e -1,26% quello sull’S&P500) insieme al dollaro (cross dollaro/yen a 144,89 -0,86% ed euro/dollaro a 1,1242 +1,12%), dopo che venerdì 16 maggio Moody’s ha declassato il rating sugli Stati Uniti, portandolo da Aaa ad Aa1. La colpa? Un deficit di bilancio in costante crescita, che mostra pochi segnali di riduzione. Moody’s si è così unita a Fitch e a S&P nel valutare la più grande economia del mondo al di sotto del massimo livello AAA (l’outlook è stabile).

Oro in rimonta

L’oro sale dell’1,37% a 3.232 dollari l’oncia, dopo il rally vertiginoso che lo ha portato a superare per la prima volta i 3.500 dollari l’oncia il mese scorso, spinto dall’interesse verso i beni rifugio, alimentato dalle preoccupazioni per le prospettive economiche degli Stati Uniti, innescate dalla guerra commerciale del presidente Donald Trump. Il declassamento del rating, secondo Vasu Menon, direttore generale della strategia d’investimento presso Oversea-Chinese Banking, contribuirà alle «crescenti preoccupazioni sulla perdita dell’eccezionalismo americano e renderà più interessanti gli asset non statunitensi per gli investitori globali in azioni, che stanno ruotando dagli asset Usa verso altri mercati come le azioni europee».

Rendimento del 5% per i Treasury Usa a 30 anni vicino al picco del 2023

Un superamento stabile del rendimento del 5% per i Treasury Usa a lunga scadenza riproporrebbe i livelli visti nel 2023 quando il picco fu del 5,18%, il massimo dal 2007. «Ma se la storia può insegnare qualcosa, l’impatto delle mosse delle agenzie di rating è solitamente di breve durata», ha detto Mohit Kumar, strategist di Jefferies International. «Detto ciò, lo scenario attuale è diverso. La guerra dei dazi ha già spinto molti investitori a mettere in discussione la credibilità degli investimenti negli Stati Uniti e a cercare alternative».

Per Max Gokhman, vice direttore degli investimenti presso Franklin Templeton Investment Solutions, il costo del debito continuerà ad aumentare man mano che grandi investitori, sia sovrani sia istituzionali, inizieranno gradualmente a sostituire i Treasury con altri asset rifugio. Questo, purtroppo, può innescare una pericolosa spirale ribassista con una curva crescente per i rendimenti Usa, aumentare la pressione sul dollaro e ridurre l’attrattiva delle azioni statunitensi», precisa Gokhman. Michael Schumacher e Angelo Manolatos, strategist di Wells Fargo & Co., si aspettano «un ulteriore aumento di 5-10 punti base per i rendimenti dei Treasury a 10 e 30 anni in risposta al declassamento di Moody’s».

Sebbene l’aumento dei rendimenti di norma rafforza la valuta statunitense, le preoccupazioni sul debito potrebbero aumentare lo scetticismo verso il dollaro. L’indice Bloomberg del biglietto verde è già vicino ai minimi di aprile e il sentiment tra gli operatori di opzioni è il più negativo degli ultimi cinque anni. «Nel lungo termine, l’erosione dello status di bene rifugio dei Treasury ha implicazioni per il dollaro e la domanda estera di titoli del Tesoro e altri asset statunitensi», avverte lo strategist di Société Générale, Subadra Rajappa. La stessa presidente della Bce, Christine Lagarde, ha dichiarato in un’intervista a La Tribune Dimanche pubblicata sabato che il recente calo del dollaro rispetto all’euro riflette «l’incertezza e la perdita di fiducia nelle politiche statunitensi e può favorire la moneta unica». L’aumento dei rendimenti dei Treasury complica anche la capacità del governo di ridurre le spese e minaccia di indebolire l’economia facendo salire i tassi su prestiti e mutui.

I listini europei batteranno gli Usa?

Con il sell America che impera in molti si chiedono se i listini europei batteranno quelli americani. La crescita dell’utile per azione (eps) europeo e la performance del mercato sono più strettamente legate ai volumi dei beni, della produzione industriale e del commercio globale rispetto agli Stati Uniti. «I beni, la produzione industriale e il commercio globale sono cresciuti rapidamente dopo la fine della recessione durata quasi due anni. Finché questa ripresa continuerà, la crescita degli eps europei dovrebbe superare quella degli Stati Uniti, consentendo all'Europa di sovraperformare potenzialmente», spiega Raheel Siddiqui Senior Research Analyst, Global Equity Research di Neuberger Berman. Tuttavia, c'è sempre il rischio che la performance di alcuni titoli statunitensi large cap possa alterare la performance relativa tra le due regioni. A parte questo rischio, «l'attuale forza del ciclo globale dei beni dovrebbe continuare a favorire l'Europa. Inoltre, se il dollaro continuerà a deprezzarsi, come prevediamo nel medio termine, l'Europa tende storicamente a sovraperformare gli Stati Uniti in tali contesti». (riproduzione riservata)



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