Tra i quasi 6.000 emendamenti alla manovra presentati ci sono due proposte di modifica, quasi sovrapponibili, depositate da maggioranza e opposizione per promuovere la previdenza complementare. La prima porta la firma della senatrice di Fratelli d’Italia, Lavinia Mennuni, mentre la seconda del senatore di Azione Marco Lombardo.
I due emendamenti all’articolo 52 del ddl Bilancio, richiamando quanto aveva anticipato in un’intervista a MF-Milano Finanza – ancor prima dell’inizio della sessione di bilancio – il sottosegretario al ministero del Lavoro, Claudio Durigon, anticipando l’intenzione del governo di replicare il modello del Fondo pensione dalla culla lanciato dalla Germania.
Da un lato, FdI chiede che dal primo gennaio 2026 venga istituito presso l'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, il Fondo di previdenza per i Giovani (FPG) a favore dei nuovi nati.
Il Fondo ha natura individuale e viene attivato entro i primi tre mesi di vita del nuovo nato da parte dei genitori o di un parente entro il terzo grado o affine entro il secondo grado, con un primo versamento volontario iniziale minimo di 100 euro. All'attivazione del Fondo, l'Inps concorre con un versamento pari a 50 euro.
Le somme accantonate nel Fondo a partire dal diciottesimo anno di età sono interamente riscattabili dal beneficiario che può utilizzarle per il pagamento delle spese universitarie o di formazione professionale o per l'avvio di un'attività d'impresa o di lavoro autonomo, svolta sia in forma individuale che di partecipazione.
Sarà un decreto del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il ministero dell’Economia e delle Finanze a stabilire le modalità e la frequenza dei versamenti, nonché i requisiti per il riscatto anche anticipato, la decadenza dai versamenti e le finalità. Una modifica che, si legge nella proposta, costerebbe 18 milioni ogni anno al ministero del Lavoro fino al 2028.
Dall'altro lato, l’emendamento siglato da Azione ha un’ottica più centralizzata, proponendo che: dal primo gennaio 2026 «lo Stato eroghi un contributo finalizzato all'iscrizione di ciascun neonato ad una delle forme di previdenza complementare» previa domanda presentata da uno dei genitori.
Il contributo ammonta «a 300 euro nel primo anno di vita o nel primo anno dalla data di adozione o di affidamento e a 200 euro annui per gli anni successivi e comunque non oltre il diciottesimo anno di età». L'importo annuale spettante per gli anni successivi al primo è erogato però a condizione, si legge nella norma, che «nell'anno di riferimento sia stata versata, nella forma di previdenza complementare intestata al minore, una somma pari almeno a 100 euro».
A copertura di questa misura per valorizzare la previdenza complementare, viene istituito un Fondo da 500 milioni di euro per l'anno 2026 e da 250 milioni di euro annui a decorrere dal 2027. Anche in questo caso servirà un decreto attuativo, ma stilato dal Mef per stabilire modalità e criteri di riparto del Fondo. (riproduzione riservata)