La storia della debolezza industriale della Germania dovrebbe ormai essere ben nota: venti contrari ciclici, come i dazi statunitensi e il rafforzamento dell'euro, combinati con sfide strutturali come i prezzi energetici più elevati, i cambiamenti geopolitici e il ruolo mutato della Cina nell'economia globale, hanno creato la tempesta perfetta per l'industria tedesca. E sebbene non sarà facile risolvere le sfide strutturali, sicuramente non in tempi brevi, ci sono almeno segnali preliminari di un possibile superamento del punto di minimo. Gli ordini industriali sono aumentati per due mesi consecutivi, le scorte sono leggermente diminuite e la capacità produttiva utilizzata ha iniziato a risalire. "Va riconosciuto, tuttavia, che tutti questi segnali restano molto deboli e preliminari", affermano gli economisti di Ing. Gli esperti invitano a non dimenticare che "il parlamento tedesco ha approvato solo poche settimane fa il bilancio 2026 e che lo stimolo fiscale annunciato si dispiegherà solo gradualmente. A ciò va aggiunta l'annunciata riduzione dei prezzi dell'energia per l'industria e almeno un rimbalzo ciclico dell'attività industriale dovrebbe essere in corso. Tuttavia, in particolare nel caso tedesco, questo rimbalzo ciclico non deve assolutamente essere interpretato come un miglioramento strutturale". (riproduzione riservata)