Il debito pubblico italiano ha toccato un nuovo debito: è arrivato a 3.131,7 miliardi a ottobre, a fronte di un aumento di 50,7 miliardi rispetto al mese precedente e superando per la nona volta consecutiva la soglia dei 3 mila miliardi. Questa la fotografia scattata da Bankitalia. Se fosse «un debito a italiano sarebbe pari a 53 mila e 138 euro», ha sottolineato Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.
Guardando nello specifico ai dati di Via Nazionale, l'incremento riflette la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro (31,8 miliardi a 77,2 miliardi), il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (18,8 miliardi), nonché l'effetto degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione dei tassi di cambio (100 milioni). Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, invece, l'aumento del debito pubblico è imputabile a quello delle amministrazioni centrali (50,6 miliardi) e a quello delle amministrazioni locali (200 milioni). Se il debito degli enti di previdenza è rimasto pressoché invariato, la vita media residua è diminuita a 7,8 anni, da 8 del mese precedente.
La quota del debito detenuta dalla Banca d'Italia ha continuato a diminuire, collocandosi al 18,8% (dal 19,1 del mese precedente). Mentre a settembre (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) la percentuale di debito detenuta dai non residenti è aumentata al 33,9% (dal 33,7% del mese precedente), laddove quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) era diminuita al 14,2% (dal 14,4%). Sempre a ottobre le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 43,4 miliardi, in aumento del 2,5% (1 miliardo) rispetto al corrispondente mese del 2024. Così nei primi dieci mesi dell'anno le entrate tributarie sono state pari a 462,2 miliardi, in aumento del 2,1% (9,7 miliardi) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. (riproduzione riservata)