Stellantis riaccende l'attenzione dei mercati. Ieri il titolo è tornato correre a Piazza Affari (+7,7% a 9,83 euro alla chiusura) spinto dall'annuncio di un alleggerimento delle regole green negli Usa e dal giudizio di Ubs, che ha promosso l'azione a buy e alzato il target price da 8,30 a 12 euro. Per la banca svizzera il 2026 sarà «l'anno del ritorno» del gruppo in Nord America grazie a un mix favorevole di mercato, margini e taglio dei costi. Ubs stima un impatto positivo di circa 3 miliardi di euro sull'operativo e rivede al rialzo l'utile 2026 da 4,2 a 5,4 miliardi, giudicando ancora poco riconosciuto dal buy-side il potenziale di turnaround sotto la guida del ceo Antonio Filosa. A rafforzare il quadro è arrivato ieri l'allentamento delle norme Usa sull'efficienza dei consumi da parte dell'amministrazione Trump, che oltre a ridurre i prezzi medi delle auto migliorerebbe le condizioni competitive del gruppo oltreoceano, proprie dove la società ha più bisogno di rilanciarsi.
Ma a proposito di rilancio, inizia a prendere concretamente forma una sfida destinata a incidere sugli equilibri della partnership che Stellantis ha avviato con Leapmotor. Come si vociferava da settimane, il colosso pubblico cinese Faw è ora davvero vicino a rilevare una quota iniziale del 5% della giovane società delle auto elettriche, oggi controllata di fatto dal fondatore Zhu Jiangming ma partecipata al 21% dalla stessa Stellantis. L'ingresso di Faw introduce un attore pesante riconducibile a Pechino in un'azienda considerata cruciale per il futuro portafoglio elettrico e low-cost del gruppo di Filosa. La governance dovrebbe restare saldamente nelle mani del team fondatore, che mantiene il 25,8% del capitale e ha chiarito di non voler cedere il controllo, ma l'entrata di Pechino come socio può essere un problema e potenzialmente ridurre il ruolo di Leapmotor (atteso centrale) nel nuovo piano industriale che Filosa presenterà entro giugno.
E mentre si muovono gli equilibri internazionali, la mappa industriale europea del gruppo offre un'altra fotografia significativa. Secondo La Voz de Galicia, lo stabilimento di Vigo, in Spagna, si avvia a chiudere il 2025 con circa 600 mila veicoli prodotti, record storico che rende la fabbrica galiziana la più produttiva del perimetro Stellantis in Europa: da sola realizza quasi quanto i cinque impianti francesi (660 mila unità) e il doppio di quelli italiani, che nel complesso supereranno di poco le 300 mila. Sono numeri che dimostrano la grande eterogeneità di Stellantis in Europa a livello produttivo, con la Spagna che può beneficiare di costi energetici molto più bassi di Francia e soprattutto Italia. Dopo un inizio d'anno difficile, penalizzato da problemi di fornitura, il sito spagnolo ha ripreso ritmo da agosto, e in questa fase dalle linee di Vigo esce un'auto ogni minuto, con una cadenza media di 2.200 veicoli al giorno. Al boom contribuiscono il successo del Peugeot 2008 e la gamma dei veicoli commerciali leggeri, oltre alla progressiva conversione verso versioni ibride ed elettriche. (riproduzione riservata)