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Focus su Ferrari

06 novembre 2024, 06:25 Ultimo aggiornamento: 07:27

Ricavi, profitti e redditività di Ferrari sfrecciano come fa la Rossa in F1, ma i risultati finanziari in crescita del terzo trimestre non sono bastati a un mercato che si aspettava di più: a Piazza Affari ieri il titolo ha segnato un -7% dopo i conti, in coda sul Ftse Mib dove comunque rimane il più capitalizzato dell'intero listino milanese con un valore di circa 73 miliardi.

 

La Casa di Maranello ha chiuso il terzo trimestre con ricavi netti per 1,644 miliardi di euro, segnando un aumento del 6,5%. Le consegne totali però, pari a 3.383 vetture, sono il 2% in meno. Un calo dovuto principalmente a una contrazione del 29% nell'intera area della Cina, dove Ferrari ha una presenza comunque limitata. Gli investitori però si aspettavano una maggior resilienza da parte di Maranello in una fase debole per il settore. L'ebit adjusted a 467 milioni è in crescita del 10,3%, con un margine operativo del 28,4%, e guardando ai profitti Ferrari ha riportato un utile netto adjusted di 375 milioni, in crescita del 13%, con un utile diluito per azione di 2,08 euro. La generazione di free cash flow industriale ha raggiunto invece i 364 milioni, mostrando la robustezza finanziaria del Cavallino Rampante.

 

Il terzo trimestre è «un altro periodo di risultati positivi per Ferrari», secondo il ceo Benedetto Vigna, «sostenuto da un mix di prodotti molto competitivo e da un aumento nelle personalizzazioni». La forza della società è «nell'elevata copertura dell'ordine di portafoglio fino al 2026 e dall'innovazione continua sia sui nuovi modelli, come la supercar F80 appena lanciata, sia sui processi produttivi». Eppure il titolo è scivolato in borsa, non solo per il lieve calo delle consegne. Dopo averlo fatto lo scorso agosto in occasione della semestrale, Maranello questa volta non ha alzato nuovamente le stime per il 2024: si è limitata a ribadire «ulteriore fiducia nella guidance 2024», che prevede tra le altre cose ricavi superiori ai 6,55 miliardi, un margine ebit superiore al 27,5% e un free cash flow industriale superiore ai 950 milioni. Proprio sul flusso di cassa, alcuni analisti, come ad esempio quelli di Banca Akros, credevano possibile un miglioramento delle stime dopo la recente presentazione della hypercar F80.

 

La F80 «è una pietra miliare nel nostro percorso di elettrificazione», ha sottolineato Vigna nella call dopo i conti, «perché con essa sviluppiamo le competenze nella produzione interna di componenti ad alte prestazioni che ci serviranno per tutte le nostre auto, quelle elettriche del futuro e per tutte le altre». L'ad poi ha ripetuto, come in passato, che Maranello intende tenere la Cina attorno al 10%, spiegando però che «i nostri concessionari nel Paese non vedono segnali di crisi: i libri ordini coprono cinque trimestri». Inoltre l'area della Cina continentale «è vasta, ci sono dinamiche diverse: in Cina siamo in calo, ma a Taiwan stiamo crescendo». Infine il ceo ha precisato che Ferrari «terrà un Capital Market Day nel secondo semestre 2025» per la presentazione del nuovo piano industriale con target finanziari e investimenti programmati. Il nuovo piano inizierà nel 2026, alla scadenza di quello attuale presentato a giugno 2022. (riproduzione riservata)



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