Campari avrà un nuovo ceo entro marzo 2025. Nel giorno della trimestrale, il colosso italiano degli spirits ha spiegato che «il processo di selezione del nuovo chief executive officer, che rappresenta una priorità assoluta, sta procedendo a pieno ritmo» e la società «auspica di concludere entro il primo semestre dell’anno prossimo». Campari attende una nuova guida da quando, il 18 settembre scorso, si è dimesso Matteo Fantacchiotti dal ruolo di ceo, a soli 5 mesi dalla sua nomina. In quella occasione il board aveva scelto Paolo Marchesini e Fabio Di Fede come interim co-ceo e membri esecutivi di un comitato per la transizione della leadership presieduto dall’ex ceo Bob Kunze-Concewitz.
Al nuovo ceo spetterà la gestione di un’azienda che nei primi nove mesi dell’anno ha generato un fatturato di 2,2 miliardi di euro, con una crescita organica del +2,1% (ma con una flessione del -1,4% nel solo terzo trimestre). L’effetto di espansione del perimetro è stato trainato in particolare da Courvoisier, mentre l’effetto cambio ha inciso negativamente per il -0,8% (16,7 milioni). L’ebit rettificato si è attestato a 499,4 milioni giù del 4,2% (e -18,2% nel terzo trimestre), con un margine del 21,9%. L’ebitda rettificato ha raggiunto i 590,7 milioni (-2% e -14% nel terzo trimestre), con un margine del 25,9%. L’utile del gruppo è stato pari a 423 milioni, in diminuzione del 5% (-20,4% nel terzo trimestre).
La società, che prevede che il ciclo macroeconomico sfavorevole possa continuare nei prossimi mesi e si aspetta una crescita organica delle vendite nette limitata a una percentuale bassa a singola cifra, ha comunicato il lancio di un nuovo programma di acquisto di azioni proprie, per un massimo di 40 milioni di euro. (riproduzione riservata)