Gli analisti di Morgan Stanley vedono un possibile upside del 30%per Bper Banca, grazie alle sinergie che la banca può sviluppare con i clienti di Banca Popolare di Sondrio dopo l’opas. Questo fatto porta gli esperti a stimare un utile ante imposte 2026-27 superiore dell’8-9% rispetto al consenso Visible Alpha, mentre un Cet1 ratio intorno al 16% lascia spazio per un aumento della remunerazione del capitale. Una ricchezza che con un p/e adjusted di 8 volte atteso al 2028 fa emergere un «potenziale non ancora riflesso nei prezzi». MS avvia quindi la copertura sul titolo Bper con un rating Overweight, il target price di 13,9 euro che gli analisti definiscono già banca Top Pick.
Morgan Stanley ritiene che l’aggiornamento del piano industriale al 2027 di Bper possa portare a una revisione al rialzo dell’8-9% delle stime di utile ante imposte rispetto al consensus; a un potenziale upside (potenziale di rialzo) superiore al 20% sugli obiettivi di utile netto 2027; possibile rialzo del 30% sulle sinergie annunciate nell’operazione con Banca Popolare di Sondrio, trainato dai ricavi. A questo si aggiunge un miglioramento della politica di remunerazione del capitale, con payout portato all’80% e buyback per circa il 4% della capitalizzazione (il payout previsto nel piano industriale per il periodo 2025-2027 è del 75%), una crescita del dividendo per azione (dps) del 15% annuo (Cagr) nel periodo 2024-28. Il tutto mantenendo un Cet1 ratio intorno al 16%, equivalente a circa 2,4 miliardi di euro di capitale in eccesso (oltre una soglia del 13%).
Con l’acquisizione di Banca Popolare di Sondrio, Bper diventa la terza banca italiana, con una quota di mercato dei prestiti pari all’8%. La crescita è stata sostenuta da cinque operazioni di M&A negli ultimi otto anni, che hanno permesso di triplicare i volumi di credito e moltiplicare per sette l’utile netto. A differenza di un approccio prudente che tende a scontare le sinergie sui ricavi, la banca d’affari ritiene che la fusione Bper-Sondrio lasci un significativo potenziale di rialzo sugli obiettivi dal momento che i due istituti hanno modelli di attività simili. Bper è stata più rapida nel promuovere prodotti di risparmio ad alta marginalità e a basso assorbimento di capitale, pur operando su una clientela con elevata propensione al risparmio e con radici cooperative analoghe. In questo contesto, Bper potrebbe realizzare sinergie di ricavo fino all’80% superiori a quelle comunicate.
Morgan Stanley si aspetta l8-9% sopra il consensus sull’utile ante imposte 2026-27, grazie soprattutto a: commissioni (3-4% superiori al consenso), un costo del rischio (CoR) più favorevole, alla luce del forte de-risking e degli elevati livelli di copertura di entrambe le banche. Gli analisti stimano un utile netto di 2,5 miliardi di euro nel 2027 rispetto a un target della stessa banca superiore a 2 miliardi. Morgan Stanley prevede che Bper possa battere le stime di Cet1 già dal quarto trimestre, mantenendo un livello intorno al 16% nonostante un payout che può essere alzato all’80% e un buyback per 850 milioni di euro nei prossimi due anni. Le stime di dividendo per azione (dps) sono del 7-10% superiori al consensus per il 2026 e 2027. Il titolo può quindi sorprendere, trattando a 1,6 volte il rapporto p/tee a 8 volte il ratio p/e, a fronte di un rendimento (RoTe) atteso intorno al 18% nel 2028 e di un rendimento totale medio annuo vicino (dividendo + buyback) al 10%. La valutazione attuale implica un potenziale di rialzo superiore al 20%. (riproduzione riservata)