Fibercop chiude il primo semestre 2026 con ricavi in calo del 4% a 1,79 miliardi di euro, promettendo un impatto di una serie di iniziative nella seconda metà dell’anno, ma con una marginalità in aumento dal 44% al 45% per un ebitda after lease organico di 810 milioni (-1,7%).
Il ceo e presidente Massimo Sarmi parla di risultati che «confermano la solidità della strategia aziendale e la capacità della società di raggiungere gli obiettivi operativi prefissati». I dati, sottolinea una nota della società della rete, sono in linea con la guidance, confermata per l’esercizio e che prevede una crescita di circa il 10% dell’ebitda after lease organico.
L’aumento della marginalità già registrato nei primi sei mesi riflette le iniziative avviate di efficienza sui costi, che hanno portato a risparmi su base annua di 198 milioni.
Dal punto di vista finanziario, l’indebitamento e la leva finanziaria dovrebbero essere arrivati al picco, complice l’accelerazione sul fronte del piano di investimenti.
A fine primo semestre il debito netto era di 12 miliardi, in aumento rispetto ai 10,9 miliardi di fine 2025. La leva finanziaria è arrivata a 6,9 volte, in linea con la guidance, e attesa stabile per il resto dell’anno.
La società ha una disponibilità di cassa di 2,1 miliardi, con un margine di liquidità di 4,2 miliardi. Risorse che coprono le scadenze del debito fino al 2031.
Nel primo semestre gli investimenti si sono attestati a 1,18 miliardi, nell’ambito del programma da 10 miliardi tra il 2024 e il 2027. Sono stati completati gli investimenti legati al Pnrr, con anche efficienze nei costi di realizzazione. Il programma di rollout prosegue a ritmo spedito: da gennaio a giugno è stato collegato in Ftth un altro milione di unità immobiliari, per un totale di 15,3 milioni connesse a fine giugno.
La previsione della società è di arrivare a oltre 20 milioni di case collegate entro la fine del 2027, per salire a 21 milioni a fine 2030.
Fibercop ricorda anche l’aggiudicazione del rollout di oltre 700 mila linee con la gara del Fondo Nazionale Connettività, da realizzare entro il 2030, per un valore di circa un miliardo, di cui contributi massimi fino a 712,5 milioni e investimenti privati per un massimo di 300 milioni.
Il calo dei ricavi di Fibercop è dettato da un altro calo delle linee attive. Le linee totali sono scese del 5,6%, da 14,2 a 13,4 milioni, un calo superiore rispetto a quello dei ricavi grazie a un miglioramento dell’arpu (ricavi per utente).
Entrando nel dettaglio, Fibercop ha perso circa 700 mila linee in rame (passate da 2,7 a 2 milioni) e circa 800 mila linee Fttc, scese da 8,7 a 7,9 milioni. Parte di queste sono state migrate sull’Ftth, dove Fibercop registra un incremento di circa 800 mila linee a 3,5 milioni totali attive (+26%) e rappresentando il 66% delle nuove linee Ftth attivate in Italia nel periodo. (riproduzione riservata)