Non è una fotografia armonica e dai colori vivaci quella che viene fuori dal quarto Rapporto Censis-Tendercapital sulla ‘sostenibilità sociale e la rinnovata sfida del welfare italiano’. È dalla presentazione al Senato che è emerso come il risparmio delle famiglie, nel confronto tra i primi nove mesi del 2022 e quelli del 2021, abbia subìto una contrazione drastica in termini nominali pari a -292 miliardi di euro, e reali del -11,3 percento. Il cash, invece, è aumentato nominalmente di 36 miliardi di euro, subendo però una riduzione reale del 3,8 percento. 7,5 milioni sono le persone appartenenti a famiglie le cui entrate coprono appena le uscite e aumentano, rispetto al 2010, sia il 3 percento dei lavoratori in povertà assoluta, sia il 7 percento di quelli in povertà relativa. Così, la constatazione è presto detta: il welfare pubblico stenta sempre più. I numeri parlano chiaro: il 67,3 percento degli italiani, nei dodici mesi precedenti l’intervista, per avere prestazioni sanitarie si è dovuto rivolgere al privato. Così solo il 40,4 percento è soddisfatto del funzionamento del Servizio Sanitario Nazionale della sua Regione, mentre nel 2019 era il 55 percento. Il presidente di Tendercapital, Moreno Zani (foto), commenta così i risultati del rapporto: “I dati sulla sostenibilità sociale e il welfare italiano evidenziano in maniera chiara le difficoltà che oggi incontrano i due pilastri del modello sociale italiano, le famiglie e lo Stato. Crescono, infatti, le ristrettezze economiche di molti nuclei familiari e, nonostante nel 2022 abbiano tenuto bene sia il reddito sia le spese per i consumi, occorre prendere atto di una severa contrazione del loro risparmio. Una situazione di instabilità, insomma, che genera incertezza e preoccupazione per il futuro, ma anche la convinzione che si può lavorare per un nuovo welfare inclusivo, prospero e sostenibile”.