L’economia dell’Eurozona resta «fiacca», mentre l’inflazione rischia di scendere «ben sotto» l’obiettivo Bce del 2%, una situazione che «la politica monetaria faticherebbe a contrastare» e che «va evitata». Lo ha sottolineato ieri Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia, alla Giornata del Risparmio.
Panetta ha ricordato che l’inflazione è «oggi attorno al 2% per la prima volta dal 2021» ma le condizioni monetarie restano restrittive, perciò occorrono «ulteriori riduzioni» dei tassi Bce. La maggioranza degli operatori si aspetta un taglio dello 0,25% nella prossima riunione di dicembre, anche se alcuni scommettono su una mossa dello 0,5%.
Ieri Eurostat ha pubblicato il dato preliminare sull’inflazione dell’Eurozona a ottobre che è risalita al 2%, dall’1,7% di settembre. Il dato è stato lievemente superiore alle attese di mercato dell’1,9%. Ma è più significativo che l’inflazione sia rimasta sotto le previsioni Bce. Francoforte ha indicato nelle ultime proiezioni di settembre un dato del 2,6% per il quarto trimestre 2024.
A ottobre il rialzo è stato guidato come previsto dai prezzi dell’energia, scesi meno che a settembre su base annua. L’inflazione di fondo e quella nei servizi sono rimaste stabili al 2,7% (sotto il 2,9% delle proiezioni Bce) e al 3,9%. Nel complesso le spinte inflazionistiche sono in calo.
Come ha ricordato Panetta, per la Bce sarebbe difficile risollevare l’inflazione se scenderà sotto l’obiettivo del 2% (undershooting). Sarebbe una situazione simile a quella dell’era Draghi, quando la Bce ha dovuto varare misure straordinarie come i tassi negativi e il quantitative easing.
Il rischio di undershooting è stato definito «contenuto» nei giorni scorsi da Isabel Schnabel, membro del board Bce, che ha invece insistito sui rischi al rialzo per l’inflazione, nonostante i dati del carovita sotto le previsioni Bce e la crescita debole.
Il pil dell’Eurozona è salito dello 0,4% nel terzo trimestre, spinto dalle Olimpiadi francesi. L’Italia si è fermata mentre la Germania è rimasta a +0,2%, ma solo dopo aver corretto al ribasso i dati del trimestre precedente. Schnabel, così come il presidente della Bundesbank Joachim Nagel, spinge per una riduzione «graduale» dei tassi.
Riguardo all’economia italiana, Panetta ha osservato che negli ultimi anni ha mostrato «incoraggianti segni di miglioramento», anche se ora risente di tassi alti, minori stimoli fiscali e debolezza europea. Secondo il governatore «preoccupano adesso le tendenze di più lungo periodo», come i conflitti, la frammentazione del commercio globale e la decrescita demografica.
Sul tema del risparmio privato, Panetta ha aggiunto che «supera oggi i 400 miliardi» all’anno ma «solo parte di esso finanzia gli investimenti in Italia. Nel quinquennio precedente la pandemia le risorse interne impiegate all’estero erano in media il 2,5% del pil. Se utilizzate per finanziare capitale produttivo in Italia, avrebbero accresciuto gli investimenti di quasi un quinto».
Quanto alle banche, secondo Panetta, «l’elevata dotazione patrimoniale e la prevedibile riduzione della redditività potranno spingere le banche verso operazioni di concentrazione, anche su base transfrontaliera», mentre sulla finanza non bancaria «occorre rafforzare e rendere più omogenee le norme e la supervisione tra Paesi». (riproduzione riservata)