Arrivano nuove condizioni per il futuro proprietario (o per i futuri proprietari) dell’ex Ilva. Come da crono-programma il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha aggiornato il bando di vendita per la cessione degli asset aziendali di Acciaierie d’Italia. Quattro le novità principali: decarbonizzazione, tutela occupazionale, nuovi impianti a Genova e l’ingresso di più player. La data di scadenza è il 15 settembre: entro quel giorno saranno presentate le offerte vincolanti.
«Le nuove condizioni corrispondono a quanto condiviso con enti locali e sindacati», ha commentato il titolare di via Veneto. «È questa la grande sfida industriale dell’Italia. Serve la massima responsabilità da parte di tutti. È possibile coniugare ambiente e impresa, salute e lavoro. È doveroso farlo a Taranto. Così da conseguire la leadership nella siderurgia green in Europa. Noi ci siamo».
L’aggiornamento del bando recepisce i più recenti sviluppi in ambito ambientale e industriale, a partire dalla nuova Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata per il sito di Taranto il 25 luglio, con validità di 12 anni e una capacità produttiva autorizzata fino a 6 milioni di tonnellate annue. Le offerte vincolanti dovranno essere presentate entro il 15 settembre.
La decarbonizzazione del sito di Taranto non è più un’opzione, ma diventa un obbligo vincolante: i soggetti interessati dovranno impegnarsi allo spegnimento delle aree a caldo alimentate a carbone nel più breve tempo possibile e alla realizzazione fino a un massimo di tre forni elettrici.
Un’ulteriore novità riguarda lo stabilimento di Genova (Cornigliano): potrà essere prevista la realizzazione di un forno elettrico e di impianti di prima lavorazione. Rispetto al precedente bando, la nuova offerta vincolante dovrà anche prevedere l’acquisto dell’intero magazzino e includere una nuova versione del piano industriale. Quest’ultima dovrà specificare il numero dei dipendenti che l’offerente intende mantenere nel perimetro aziendale.
Il nuovo bando consente l’acquisto dell’intero complesso aziendale, del compendio Aziendale Nord, del compendio Aziendale Sud o di singoli rami d’azienda. Tuttavia, a parità di condizioni, saranno privilegiate le soluzioni che meglio garantiscono la continuità produttiva e la tutela occupazionale.
I Commissari straordinari valuteranno le proposte secondo criteri di sostenibilità industriale, ambientale e sociale, riservandosi la facoltà di attivare eventuali fasi di rilancio e negoziazione. A parità di condizioni, saranno preferite le offerte che prevedano la costruzione di un numero maggiore di forni elettrici, il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione entro il termine più breve possibile e, una volta a regime, il conseguimento del livello di produzione più elevato rispetto alla capacità produttiva massima autorizzata dalla nuova Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale). (riproduzione riservata)