skin track
Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti
Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti
Corporate Italia Leggi dopo

Ex Ilva, 2 miliardi bruciati in meno di due anni: il maxi-conto del commissariamento delle acciaierie

12 agosto 2025, 21:45

A Taranto persistono i problemi ambientali e industriali, mentre il piano industriale, con tutti i suoi vincoli, frena gli investitori. Raggiunto al Mimit l’accordo con gli enti locali per la riconversione. Ora il Mef dovrà verificare i fondi

«L’ex Ilva era in coma, tanto che parlare di rilancio sarebbe stato controproducente. L’obiettivo era far ripartire la macchina, ristabilire ordine gestionale e trovare un compratore, il più in fretta possibile». La racconta così, una persona informata sui fatti, a MF-Milano Finanza la situazione che Giancarlo Quaranta, Davide Tabarelli e Giovanni Fiori si trovarono davanti una volta entrati dentro Acciaierie d’Italia in veste di commissari straordinari.

Da allora è passato più di un anno, ma l’ex Ilva è ancora il grande malato d’Italia: sia in termini industriali, sia in termini ambientali. E lo resta nonostante il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, abbia promesso che Taranto sarà «il sito siderurgico più ambientale e più sostenibile d’Europa».

Per riuscirci il titolare di Via Veneto ha aggiornato il bando di gara per vendere il polo industriale ponendo come condizioni obbligatorie la tutela della salute, del lavoro e dell’ambiente. E martedì 12 agosto Urso è riuscito a mettere d’accordo tutti: raggiungendo l’intesa definitiva con la Regione Puglia e gli enti locali per decarbonizzare gli impianti. Un vademecum che sarà vincolante per il futuro proprietario. Anche se, al momento, pare non esserci nessuno disposto a sborsare denari per acquistare l’ex Ilva.

Un gruppo che perde 80 milioni al mese

Eppure, la situazione poteva essere diversa. Perché di compratori ce n’erano: primi fra tutti gli ucraini di Metinvest. «Poi però è successo che ha prevalso l’ambizione di rilanciare Ilva mettendo a punto un piano industriale e uno di decarbonizzazione, puntando a vendere Acciaierie d’Italia per il suo elevato potenziale, come se fosse una startup. Ma l’obiettivo era vendere un gruppo che perde tanto, con impianti a fine vita, in un business caratterizzato da enormi sovracapacità produttive», spiega la fonte.

I numeri sono infatti più allarmanti di quelli circolati fin ora. Un anno fa l’ex Ilva perdeva circa 70-80 milioni di euro al mese su un fatturato di meno di 150 milioni. «C’era e c’è ancora oggi un chiaro problema di inefficienza che viene amplificato dai bassi volumi prodotti. Un quadro che delinea il paradosso di Taranto: più si lavora, più lo Stato ci va a perdere», afferma l’esperto interrogato da MF-Milano Finanza. Se si mettono in fila i vari finanziamenti, prestiti e quant’altro immessi dallo Stato in azienda si arriva a una cifra di 2 miliardi di euro, che sono stati bruciati in questi 17 mesi di commissariamento.

Ora spetta al Mef verificare i fondi

L’acciaieria più grande e inquinante d’Europa è stata costruita più di sessant’anni fa. Sessant’anni di previsioni discutibili. Nel nuovo piano, per esempio, si parla di una fase transitoria di almeno 8 anni che permetterà di passare dal carbone al gas. E intanto in Svezia già quest’anno l’acciaieria di Boden produrrà 5 milioni di tonnellate d’acciaio con forni alimentati a idrogeno.

La situazione dell’ex Ilva però resta grave. E per salvarla questa volta ci sarà bisogno di un player industriale serio. «Forse se invece di partire da un progetto di decarbonizzazione che costa oltre 13 miliardi si pensasse più pragmaticamente si scoprirebbe che di soldi ne basterebbero molti di meno. Forse un quarto dei preventivati», precisa ancora l’esperto. L’unico a poterlo verificare, però, è il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Sempre chiamato a far tornare i conti: si spera anche dell’ex Ilva. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO

229,00 € per 1 anno
328,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO + MF GPT PRO

138,00 € per 1 anno
198,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

160,00 € per 1 anno
229,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

-30%

SITO + MF GPT LIGHT
Sito senza limiti
+ The Wall Street Journal

69,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)