Il Ftse Mib chiude in calo dell'1,28% a 33.324 punti, appesantito come il resto delle Borse europee dall'approvazione del presidente russo Vladimir Putin della dottrina nucleare aggiornata nel millesimo giorno di guerra contro l'Ucraina. Dopo aver toccato un minimo intraday di 32.787 punti, l'indice è riuscito a contenere i cali avvicinandosi alla chiusura.
La decisione di Putin arriva poco dopo che l'esercito ucraino ha condotto il primo attacco missilistico in territorio russo, dopo il via libera da parte del presidente americano Joe Biden sul ricorso alle armi fornite dagli alleati per colpire target dentro i confini della Russia. Secondo la nuova dottrina, il Paese potrebbe prendere in considerazione un attacco nucleare qualora essa, o la Bielorussia in qualità di Stato alleato, dovessero far fronte a un'aggressione con l'uso di armi convenzionali che minacci "la loro sovranità e/o la loro integrità territoriale".
Intervenuto dal G20, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha affermato che l'attacco missilistico è stato visto come segno della volontà degli Usa di allargare il conflitto, mentre Biden ha definito l'approvazione della dottrina "retorica sconsiderata".
Parallelamente, nel corso della giornata l'euro si è indebolito fino a 1,0559 sul dollaro, avvicinandosi ai minimi degli ultimi 12 mesi di 1,0496 toccati la scorsa settimana. A tener banco sono le preoccupazioni sull'impatto dei dazi statunitensi sulla crescita dell'Eurozona - oltre a quelle sulla situazione geopolitica.
Sul fronte macro, il tasso di inflazione annuale dell'Eurozona è salito al 2% a ottobre dall'1,7% di settembre, secondo i dati definitivi di Eurostat. Su base mensile, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,3%, in linea con la stima preliminare. Inoltre, la lettura sulla componente core ha confermato il preliminare: +0,2% m/m e +2,7% a/a.
A piazza Affari vendite intense sui titoli del settore finanziario, con gli investitori in modalità risk-off in scia alla prospettata escalation del conflitto russo-ucraino: Finecobank -3,63%, B.P.Sondrio -3,85%, B.Mediolanum -3,16% i peggiori del comparto. In controtendenza Leonardo Spa, che guadagna un +1,37% sostenuta dai venti di guerra.