Il taglio dei tassi non è in agenda. Questa è la linea dei vertici Bce ribadita alla conferenza stampa della riunione dell’Eurogruppo (il meeting dei ministri delle finanze della zona euro) a Santiago de Compostela venerdì 15 settembre. «Non abbiamo deciso, discusso o anche solo pronunciato la parola tagli» dichiara la presidente della Bce Christine Lagarde, facendo sfumare le speranze dei mercati di assistere ad un’inversione della stretta monetaria entro la prima metà del 2024. Le parole di Lagarde seguono la decisione della Bce di giovedì 14 di aumentare di altri 25 punti base (+0,25%) i tassi di interesse «per proseguire la lotta all’inflazione», portando il tasso di rifinanziamento principale al 4,5% e il corridoio dei tassi, formato dai tassi di rifinanziamento marginale e dal deposit facility, nella fascia 4-4,75% con effetti a partire dal 20 settembre.
Il consigliere Bce Martins Kazaks, governatore della banca centrale lettone, rilancia: altri aumenti non sono da escludere. «Sono a mio agio con l'attuale livello dei tassi e credo che siamo sulla strada verso il target del 2% dell'inflazione nella seconda metà del 2025», dichiara a Reuters a margine dell’Eurogruppo, e sottolinea che «se i dati ci indicheranno la necessità di un altro rialzo, lo faremo».
Il vicepresidente della Bce Luis de Guindos, in un’intervista radiofonica con l’emittente Cadena Cope ,dice che la Bce non ha una data limite per il taglio dei tassi di interesse e che le aspettative per un'azione a giugno dell'anno prossimo sono solo scommesse di mercato, che potrebbero facilmente rivelarsi errate.
«L'inflazione continuerà a scendere, sia l'inflazione complessiva che quella di fondo. I mercati stanno scontando che inizieremo ad abbassare i tassi a giugno del 2024: i mercati possono anche sbagliarsi, si basano su una serie di ipotesi che a volte non si avverano. È una scommessa, può essere giusta e può non esserlo», e aggiunge che «dipenderà da molti fattori, dai dati macro».
In conclusione «con l'ultimo rialzo effettuato ieri, se il livello dei tassi di interesse sarà mantenuto nel tempo, riteniamo che possa essere sufficiente per far convergere effettivamente l'inflazione verso il nostro obiettivo del 2%».
«Aumentando di un quarto di punto il tasso sui depositi a settembre, la Bce ha manifestato il suo impegno a raggiungere la stabilità dei prezzi», commentano gli esperti di Pimco in un report. «Anche se questo aumento dei tassi potrebbe non essere l'ultimo, l'attenzione si sposta ora su quanto a lungo i tassi resteranno a questo livello massimo. Rimaniamo scettici sul fatto che la Bce taglierà i tassi così presto come il mercato si aspetta», aggiunge.
Secondo Pimco, la Bce ha fatto la scelta difficile di privilegiare la lotta all'inflazione rispetto alla prevenzione di una eventuale recessione, alzando i tassi di interesse e annunciando la fine dei reinvestimenti del programma di acquisto di asset (App). Pimco ritiene che questa scelta sia giustificata dal fatto che l'inflazione nell'area euro è ancora alta, sebbene sia diminuita negli ultimi mesi, e cita il dato Eurostat del 5,3% di agosto. «La banca centrale è determinata a riportare l'inflazione all'obiettivo del 2%, anche se questo potrebbe comportare un indebolimento del mercato del lavoro e dell’economia in generale».
«Le prospettive di crescita dell'area euro a breve termine sono nettamente peggiorate», spiegano gli specialisti di Pimco, citando «il calo significativo dell'indice dei responsabili degli acquisti (Pmi) nell'area dell'euro suggerisce che l'economia sia sull'orlo di una lieve recessione: Il Pmi composito è sceso a 46,7 in agosto, un valore storicamente coerente con una modesta contrazione del pil di circa l’1% annualizzato. Mentre le altre indagini sull'attività dei servizi hanno mostrato un indebolimento più moderato e i dati quantitativi rimangono più resilienti, il notevole raffreddamento dei dati sui servizi indica una debole dinamica di crescita futura».
Nella riunione di settembre «la Bce non ha modificato il proprio orientamento sul bilancio e intende ancora reinvestire le scadenze del Pepp almeno fino alla fine del 2024», sottolineano gli esperti di Pimco, che aggiungono: «Il reinvestimento flessibile del Pepp rimane la prima linea di difesa contro il rischio di frammentazione, ossia il rischio che i vari rendimenti sovrani dell'area dell'euro rispondano in modo diverso alla politica della Bce, il che può destabilizzare i mercati. Tuttavia, riteniamo che la Bce stia puntando a una riduzione anticipata dei reinvestimenti del Pepp, potenzialmente già quest'anno. Oltre al fatto che le considerazioni legate alla pandemia stiano diventando meno imperanti, i piani di emissione governativa ridotti per la seconda metà dell'anno, le curve dei rendimenti sovrani piatte e gli spread sovrani stabili sono tutti fattori che favoriscono un'ulteriore normalizzazione del bilancio».
Sul coefficiente di riserva obbligatoria «non ci aspettiamo che la Bce aumenti a breve il coefficiente di riserva obbligatoria dall'attuale 1%. La logica degli obblighi di riserva obbligatoria è meno chiara in un contesto di ampia liquidità in eccesso, e una tale mossa potrebbe sollevare questioni sugli obiettivi della funzione di reazione dell'Eurosistema relativi ai profitti e alle perdite delle banche centrali»
Dopo – e nonostante – l’aumento dei tassi, il cambio euro/dollaro si è indebolito passando da 1,075 a 1,063 dollari per euro, a segnalare che il rafforzamento del valore della moneta euro passa in secondo piano rispetto al rischio aumentato di recessione. Dalla Bce sono arrivate correzioni – al ribasso – sulle proiezioni economiche, con una crescita rivista dello 0,7% nel 2023, dell’1% nel 2024 e dell’1,5% nel 2025.
Sempre sul fronte dei tassi, la banca centrale russa li ha aumentati ulteriormente venerdì 15, portandoli dal 12 al 13%, per contrastare la forte svalutazione che subisce il rublo. È la terza volta in meno di due mesi che la banca della Federazione Russa aumenta i tassi. Il cambio dollaro-rublo ha perso lo 0,55% attestandosi a 96,8 venerdì 15, segnando così una lieve rafforzamento della moneta russa. (riproduzione riservata)