Eni e Vitol rafforzano la collaborazione in Africa occidentale. Il colosso oil italiano guidato da Claudio Descalzi e il gruppo olandese hanno concordato che Vitol acquisirà partecipazioni in alcuni asset di Eni in Costa d'Avorio e nella Repubblica del Congo per 1,65 miliardi di dollari, un prezzo soggetto ad aggiustamenti contrattuali di cassa al momento del completamento dell'operazione (Lazard unico advisor).
«Gli aggiustamenti al closing varieranno a seconda della data di completamento. In ogni caso, ci aspettiamo che ammontino a circa 1 miliardo di dollari, con un valore complessivo della transazione di circa 2,7 miliardi di dollari», ha precisato un portavoce di Eni.
In particolare, Vitol acquisirà partecipazioni in attività produttive di petrolio e gas e in blocchi in fase di esplorazione, valutazione e sviluppo. Più in dettaglio, nel progetto Baleine in Costa d'Avorio, in cui Eni detiene una partecipazione del 77,25%, la società olandese acquisirà una quota del 30%.
Il giacimento giant, il primo a zero emissioni in Africa, è stato scoperto nel 2021. La produzione attuale supera i 60.000 barili al giorno, ma con la fase tre, attualmente in fase di studio, dovrebbe raggiungere i 150.000 barili di petrolio al giorno e 200 milioni di piedi cubi di gas associato.
Invece, nel progetto Congo Lng nella Repubblica del Congo, in cui Eni detiene una partecipazione del 65%, Vitol acquisirà il 25%. Questo progetto ha iniziato a esportare gas liquefatto a febbraio del 2024. Produce 1 miliardo di metri cubi all'anno di gas naturale liquefatto; con la seconda fase del progetto, che inizierà alla fine del 2025, le esportazioni saliranno a 4,5 miliardi di metri cubi all'anno.
L’intenzione è concludere gli accordi non appena possibile, dopo aver ottenuto le approvazioni regolatorie.
Le due società sono già partner nei progetti Octp e Block 4 in Ghana, quindi questo accordo consolida ulteriormente la loro collaborazione in Africa occidentale. L’operazione è in linea con la strategia di Eni volta all'ottimizzazione delle attività upstream, attraverso un ribilanciamento del portafoglio che prevede la valorizzazione anticipata delle scoperte esplorative attraverso la riduzione delle partecipazioni in esse: il cosiddetto modello dual exploration. Vitol è presente in ambito Upstream in Africa occidentale da molti anni. Inoltre, ha un portafoglio di investimenti in ambito infrastrutturale e downstream.
«Riteniamo che il farm down abbia implicazioni positive per il titolo, migliorando la visibilità sul target di incasso netto da M&A nel 2025 di Eni implicitamente pari a 2-2.5 miliardi di euro», commenta Equita. «Il valore dell’operazione è, inoltre, decisamente superiore alla valorizzazione implicita del titolo in quanto cederebbe solo l’1-2% dei volumi del gruppo nei business upstream/gas naturale liquefatto», precisa la Sim che sul titolo Eni ha un rating buy e un target price a 17 euro.
Proprio in Costa d’Avorio Eni e il partner Petroci hanno annunciato un incremento significativo della fornitura di gas destinata al sistema di generazione elettrico ivoriano. La fase due del progetto Baleine segna un ulteriore passo avanti nell'impegno dell'azienda per il potenziamento energetico del Paese, rafforzando l'accesso all'energia. Il gas prodotto, fino a 70 milioni di piedi cubi al giorno, è interamente destinato alla domanda locale. Parallelamente Eni ha raggiunto il plateau di produzione di olio con 60.000 barili al giorno, triplicando la produzione rispetto ai 20.000 barili della fase precedente.
A Piazza Affari il titolo Eni è salito in chiusura di seduta dell’1,31% a 14,33 euro. Negli ultimi tre mesi ha guadagnato il 10,6%. Il cda ha approvato i conti 2024, esercizio chiuso con utile netto consolidato di competenza degli azionisti di 2,624 miliardi di euro. La distribuzione della quarta tranche del dividendo 2024 di 0,23 euro per azione sarà deliberata dal board nella riunione del 3 aprile con stacco cedola il 19 maggio. (riproduzione riservata)