Da un riacquisto ridotto per alimentare il piano di incentivazione a lungo termine dei dirigenti, a uno potenzialmente ben più ambizioso. Enel chiederà all’assemblea del 10 maggio (che si svolgerà in presenza a Roma, all’Auditorium Parco della Musica) di autorizzare un nuovo programma di buyback fino a 500 milioni di azioni, considerando un esborso massimo di 2 miliardi di euro. La richiesta manda in archivio il buyback in corso, in anticipo di 7 mesi sulla scadenza di novembre 2023. Il nuovo programma avrà una durata di 18 mesi. Da giugno 2022 a oggi Enel ha acquistato appena 2,7 milioni di azioni proprie, una percentuale irrisoria del capitale sociale pari allo 0,027%. I titoli sono stati messi a servizio del Piano 2022 di incentivazione di lungo termine destinato al management. Considerando gli acquisti precedenti, e al netto di quanto già corrisposto in incentivi, Enel detiene lo 0,07% circa del capitale sociale. Le motivazioni del nuovo programma, invece, vanno ben oltre il piano d’incentivazione interno, che comunque rientra tra gli obiettivi del nuovo buyback.
Il gruppo guidato dall’ad Francesco Starace mette al primo posto la finalità di offrire agli azionisti «uno strumento ulteriore di monetizzazione del proprio investimento», insieme a quella di «operare sul mercato in un’ottica di investimento a medio e lungo termine». Ma c’è anche una motivazione più operativa, in difesa delle quotazioni di borsa: «sostenere la liquidità del titolo Enel in modo da favorire il regolare svolgimento delle negoziazioni ed evitare movimenti dei prezzi anomali, nonché regolarizzare l’andamento delle negoziazioni e dei corsi, a fronte di momentanei fenomeni distorsivi legati a un eccesso di volatilità o a una scarsa liquidità degli scambi». Prevista anche la costituzione del cosiddetto «magazzino titoli» al quale attingere nel contesto di eventuali operazioni di finanza straordinaria o per altri impieghi ritenuti di interesse finanziario, gestionale e strategico. Nel caso di completa esecuzione del programma, Enel arriverebbe a detenere il 4,92% circa del capitale sociale.
Nei documenti preparati per l’assemblea Enel precisa che le azioni proprie attualmente in portafoglio «non hanno concorso» all’acconto sul dividendo dell’esercizio 2022, 0,20 euro per azione pagati a fine gennaio 2023. In concreto, quindi, l’acconto distribuito complessivamente agli azionisti è ammontato a oltre 2 miliardi di euro. All’assemblea, tenuto conto che l’utile netto di Enel Spa per il 2022 ammonta a circa 7,1 miliardi di euro e considerato l’acconto già distribuito, verrà proposto un saldo dividendo di 0,20 euro per altri 2 miliardi di euro circa, da mettere in pagamento a luglio 2023. Alla riserva «utili accumulati» andrà la parte residua dell’utile netto, per quasi 3 miliardi di euro. (riproduzione riservata)