Enel ha incassato il via libera dell’Agenzia Nazionale per l’Energia Elettrica del Brasile (Aneel) per il rinnovo anticipato di ulteriori 30 anni nella gestione della rete di distribuzione nello Stato di Rio de Janeiro (in scadenza il 9 dicembre del 2026). Un passaggio che sgombera la strada verso il via libera definitivo.
Il regolatore raccomanderà, infatti, al Ministero dell’Energia, che ha l’autorità finale per confermare o respingere il rinnovo, l’estensione della concessione grazie al rispetto di tutti i criteri stabiliti dal governo federale. La proposta, presentata dalla relatrice Ludimila Lima, è stata approvata con quattro voti a favore e uno contrario.
Un traguardo significativo, reso possibile anche grazie all’impegno della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che al G7 di Borgo Egnazia dello scorso giugno intervenne personalmente con il presidente brasiliano, Luiz Inácio Lula da Silva, in favore di Enel. Da vagliare ancora l’estensione della concessione per l’area di San Paolo, in scadenza nel 2028.
«L’estensione della concessione a Rio è in linea con la strategia di Enel, che ha previsto investimenti per circa 5 miliardi di dollari in Brasile nel periodo 2025-2027, principalmente destinati alle reti di distribuzione con l’obiettivo di migliorare l’affidabilità delle infrastrutture e la qualità del servizio», ha commentato Mediobanca Research (rating outperform e target price a 8,20 euro sul titolo Enel).
Banca Akros ha ricordato che la distribuzione di Enel Rio rappresenta il 20% dei clienti nella distribuzione del colosso energetico guidato da Flavio Cattaneo in Brasile e che l’attività brasiliana di distribuzione di energia elettrica ha registrato un ebitda ordinario di 1,3 miliardi di euro nel 2024.
«L’estensione della concessione rappresenta chiaramente una notizia positiva e migliora la visibilità sugli obiettivi del piano industriale 2025-2027 di Enel su cui manteniamo una raccomandazione buy e un target price a 8,80 euro», ha affermato Banca Akros.
Enel Rio, guidata dal ceo Francesco Moliterni, ha aumentato i suoi investimenti a 964 milioni di euro per il periodo 2025-2027, +74% rispetto al piano precedente.
L’esposizione di Enel alla distribuzione in Brasile, ha aggiunto Equita, è di circa il 6%-7% dell’ebitda complessivo del gruppo (22,8 miliardi di euro nel 2024). La Sim ha, quindi, ribadito il rating buy e il target price a 8,50 euro sull’azione, in rialzo dello 0,25% a 8,057 euro in borsa.
Intanto a luglio in Italia i consumi elettrici sono diminuiti del -3,5% anno su anno, attestandosi a 30 TWh. Secondo i dati pubblicati il 19 agosto da Terna, il calo riflette temperature leggermente inferiori rispetto alla media del 2024 e una domanda elettrica meno sostenuta. La variazione corretta dall’effetto temperatura è stata pari a -2%.
La domanda elettrica di luglio è stata coperta per l’85% dalla produzione nazionale e per il restante 15% dal saldo estero (+8%). Dal lato della generazione interna, si è osservato un forte rimbalzo della produzione eolica (1,8 TWh; +53%) e un incremento significativo del fotovoltaico (5,6 TWh; +18%), mentre l’idroelettrico ha registrato un calo marcato (4,3 TWh; -30%), penalizzato da livelli di invaso inferiori rispetto al 2024. E la produzione termoelettrica è scesa a 13,4 TWh (-7%).
Per quanto riguarda le implicazioni settoriali, l’aumento della produzione eolica e fotovoltaica per Equita è positivo per le utilities maggiormente esposte alle rinnovabili, quindi Erg, Alerion e in secondo luogo per le società integrate come Enel, Iren e A2A, mentre la contrazione dell’idroelettrico rappresenta un fattore negativo ma atteso dopo i picchi eccezionali del 2024. (riproduzione riservata)