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Enel, Endesa cede asset rinnovabili in Spagna. Deutsche Bank alza il target price sul titolo del colosso energetico italiano
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Enel, Endesa cede asset rinnovabili in Spagna. Deutsche Bank alza il target price sul titolo del colosso energetico italiano

19 marzo 2025, 13:44 Ultimo aggiornamento: 18:36

La controllata spagnola di Enel, Endesa, ha venduto, secondo El Economista, una quota del 49,9% di un portafoglio solare da 450 MW a Masdar per 183 milioni di euro. Deutsche Bank, pur prevedendo un utile pressoché piatto nel 2027 e nel 2030, alza il target price sul titolo

Buone nuove dalla Spagna per Enel. La compagnia emiratina Masdar ed Endesa hanno concluso un accordo da 200 milioni di dollari (183 milioni di euro) per una partecipazione in un portafoglio solare gestito dalla società spagnola controllata dal colosso energetico italiano. Secondo quanto anticipato da El Economista, che ha citato fonti vicine all'operazione, Masdar otterrà una partecipazione del 49,9% in un portafoglio di asset solari da 450 megawatt (MW).

Endesa cede asset rinnovabili a Masdar

Un portavoce di Masdar, interpellato da Reuters, ha evitato di confermare la notizia, ma ha affermato che la compagnia continua a «esplorare opportunità nella regione mentre ci espandiamo verso il nostro obiettivo globale di 100 gigawatt entro il 2030». Per l’azienda di energie rinnovabili fondata nel 2006 con sede ad Abu Dhabi, l'operazione rappresenta un'ulteriore espansione delle sue attività in Spagna, dato che lo scorso luglio ha acquisito una partecipazione di minoranza in un altro portafoglio solare da 2 gigawatt (GW) gestito da Egpe Solar, società veicolo che detiene tutti gli asset fotovoltaici già operativi di Endesa in Spagna, per un valore di 850 milioni di euro. Con questa vendita, la controllata di Enel ha potuto ridurre il debito. 

Gli analisti apprezzano

L’operazione fa parte del piano di rotazione degli asset di Enel. Sulla congruità della valutazione della quota del 49,9%, che dovrebbe essere vicina a 1 milione di euro a MW, bisogna vedere quale tipologia di asset è stata ceduta per una valutazione più approfondita, sottolinea Equita. A detta di Mediobanca Research la valutazione unitaria implicita sarebbe pari a 0,8 milioni di euro a MW, leggermente inferiore agli 0,9 milioni di euro a MW pagati da Masdar nel suo primo accordo con Endesa. «Nel complesso, l'operazione è in linea con la strategia di Enel di avere un'allocazione di capitale più selettiva nelle rinnovabili, facendo leva su partnership di terzi per ridurre i rischi e ottimizzare la struttura finanziaria», sottolinea Mediobanca Research che sul titolo Enel (+1,44% a 7,178 euro in chiusura a Milano; +1,42% a 22,78 euro Endesa a Madrid) ha un rating outperform, invece Equita ha buy e un prezzo obiettivo a 7,90 euro.

Deutsche Bank alza il target price a 7 euro, ma conferma hold

Target price che Deutsche Bank ha alzato da 6,80 a 7 euro (rating hold), in seguito ai conti 2024 del colosso energetico italiano guidato da Flavio Cattaneo, sostanzialmente in linea con le aspettative con un ebitda pari a 22,8 miliardi di euro e un utile netto di 7,1 miliardi. L'indebitamento finanziario netto è risultato leggermente superiore alle aspettative di Deutsche Bank a 55,8 miliardi.

Inoltre, durante la conference call di presentazione dei risultati, il management di Enel ha rimarcato un approccio prudente con gli investimenti, considerando solo operazioni di modesta entità. Se si presentassero opportunità interessanti, il management preferirebbe investimenti organici o il riacquisto di azioni. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle concessioni per la distribuzione in Italia, anche se si prevede che maggiori informazioni arriveranno entro metà anno e che il processo sarà finalizzato entro la fine del 2025. «Nelle nostre stime abbiamo tenuto conto del pagamento di una concessione di 5 miliardi di euro, che si presume avverrà nel 2026. Le estensioni idroelettriche italiane richiederanno più tempo, mentre il rinnovo della concessione brasiliana dovrebbe essere finalizzato entro la fine dell'anno», precisa Deutsche Bank. Un altro aspetto da monitorare è il dibattito su come ridurre il prezzo dell'elettricità in Italia.

Comunque, nel complesso, «riteniamo che le previsioni di Enel per il 2025 e il 2026 siano piuttosto conservative, sebbene quelle per il 2027 potrebbero non esserlo. Abbiamo incrementato le nostre stime in media del 4%, posizionandoci ora al di sopra della guidance sull'utile netto per il 2025: stimiamo infatti 7,2 miliardi di euro, il consenso Bloomberg 6,9 miliardi rispetto alla guidance di 6,7-6,9 miliardi. Tuttavia, prevediamo ancora un utile piatto a 7,1 miliardi nel 2027 (consenso 7,2 miliardi e guidance 7,1-7,3 miliardi) e a 7,2 miliardi nel 2030 sebbene ipotizziamo la chiusura progressiva delle centrali nucleari spagnole, cosa che potrebbe anche non avvenire», conclude Deutsche Bank che, a valere sul bilancio 2025, si attende un dividendo in aumento a 0,49 euro per azione (yield del 6,9%). (riproduzione riservata)



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