Il titolo Enel ha perso il 4% all’indomani dell’investitura di Flavio Cattaneo e Paolo Scaroni ai vertici dell’Enel. Il ticket, vera sorpresa della partita nomine che vedeva favorito l’ad di Terna, Stefano Donnarumma (il grande sconfitto di questa tornata), ha portato scompiglio sul mercato, che si attendeva l’uscita di Francesco Starace ma non l’arrivo di Cattaneo. Così un discreto numero di fondi ha innescato la retromarcia, aggiungendosi alle prese di beneficio seguite alla recente corsa del titolo, mentre le banche d’affari si sono divise tra scettiche e favorevoli.
L’affondo più clamoroso è arrivato da un report di Intesa Sanpaolo: «Crediamo che la nomina di Flavio Cattaneo sia la meno adatta tra i nomi circolati sulla stampa nelle ultime settimane, principalmente in termini di background di settore». Un giudizio così tranchant che per correggere il tiro si è mosso l’amministratore delegato di Intesa, Carlo Messina. «Ho molta stima di Cattaneo», ha precisato il banchiere, «è un manager di grandi capacità che ha raggiunto importanti risultati alla guida di aziende strategiche nell'ambito delle infrastrutture del paese. Sono convinto che farà bene anche alla guida di Enel». E queste capacità, insieme a quelle di Paolo Scaroni, serviranno molto al manager lombardo in quanto l’Enel deve scalare una montagna da 61 miliardi di debiti. La missione quindi per ad e presidente sarà rimettere a posto la situazione in un momento in cui la bolletta elettrica è ancora sotto osservazione a causa della guerra in Ucraina e i tassi di interesse restano in crescita.
Che la sfida sia complessa e che invece il ceo scelto da Giorgia Meloni sia quello giusto lo sostiene invece Equita sim, che ha confermato il giudizio buy su Enel, osservando che «sarà interessante verificare la strategia che Cattaneo adotterà sia sul fronte dismissioni (Starace ne ha previste per 23 miliardi di euro proprio per tagliare il debito, ndr) sia sugli investimenti per la transizione energetica in Italia, e sviluppo mercati internazionali». Il target price è indicato a 6,6 euro. «Flavio Cattaneo ha un ottimo track-record in Terna, un’esperienza di successo nel settore», spiegano gli analisti di Equita a MF-Milano Finanza, «ha dimostrato ottime capacità manageriali, di gestione e valorizzazione degli investimenti anche sui mercati internazionali (come nel caso del Brasile), con un approccio market-friendly, e gli investitori ne hanno apprezzato la capacità di interagire col regolatore».
Dai tre mandati consecutivi alla guida di Terna si può attingere anche per ricordare che il manager non è sprovvisto nemmeno delle credenziali verdi tanto care ai fondi. Cattaneo ha creato il primo operatore fotovoltaico d’Italia e tra i primi in Europa, Rtr (Rete Rinnovabile), poi venduto nel 2011 a Terra Firma per 670 milioni. Ma di quegli anni è anche l’accesa battaglia sulle batterie, che Enel aveva considerato un’invasione di campo della produzione di energia rinnovabile. Cattaneo aveva spinto Terna verso investimenti in accumulatori e sistemi di pompaggio per adeguare la rete elettrica al crescente apporto delle rinnovabili e con Terna si erano subito schierati Wwf e Legambiente. Altro aspetto noto alla categoria degli investitori Esg: il 30% della retribuzione variabile da ad di Enel è legata proprio al raggiungimento di obiettivi green. (riproduzione riservata)